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Scontri NoTav 14 anarchici arrestati

TORINO

sicurezza I leader del centro sociale Askatasuna in carcere perché «registi» della marcia NoTav a luglio in occasione del festival dell’Alta Felicità in Val Susa. Ieri mattina è scattato il blitz della Digos di Torino che ha eseguito 14 misure cautelari. Oltre ai due leader Giorgio Rossetto e Mattia Marzuoli, considerati «l’ala più oltranzista del movimento No-Tav», sono scattati nove divieti di dimora per alcuni nei Comuni della Val di Susa, per altri a Torino e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nel mirino anche attivisti di centri sociali di Modena e Vicenza e una militante di Padova. «Gli episodi di violenza sono stati preordinati, organizzati e diretti dai due leader di Askatasuna - sottolinea il dirigente della Digos, Carlo Ambra -. Si sono avvalsi di altri militari per coordinare i gruppi. Un gruppo d’assalto si è diretto al cantiere, un altro ha aggirato il dispositivo di sicurezza passando nei boschi, dall’alto». 
Sono stati riconosciuti anche grazie alle telecamere che hanno ripreso l’assalto al cantiere di Chiomonte avviato per la realizzazione della linea Torino-Lione, nonostante l’area fosse interdetta da un’ordinanza Prefettizia. Dovranno rispondere di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. «La procura e la questura aprono l’ennesima stagione di caccia al No Tav in cerca di capri espiatori per confortare le proprie narrazioni deliranti», replicano gli attivisti. Cristina Palazzo

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