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Madre uccide la figlia disabile

TORINO

Non voleva vederla più soffrire. Così la madre di 85 anni ha ucciso sua figlia di 42, con una grave disabilità, nell’appartamento di via Gramsci a Orbassano dove vivevano. È stato il marito, 87 anni, a chiamare i carabinieri: la figlia, Silvia Ronco, era oramai senza vita, colpita alla testa più volte con un martello, accanto a lei la madre priva di sensi e stordita dai farmaci. Ora ricoverata all’ospedale San Luigi di Orbassano, è accusata di omicidio.
Il dramma sarebbe avvenuto sabato notte. La coppia di anziani aveva riportato la figlia a casa dalla comunità alloggio di Collegno, come ogni weekend. Ieri mattina l’uomo, che dormiva in un’altra stanza, era andato a svegliarle per la colazione e ha scoperto la tragedia. Sul comodino, accanto al martello, una lettera con le intenzioni del gesto per non far soffrire più la donna. Un anno fa la madre si era rivolta all’Agafh, assocazione per le famiglie di persone con disabilità, a cui aveva chiesto di essere ricoverata con la figlia, ma non c'erano strutture adatte. «Quali che siano le ragioni del gesto  con cui una mamma  ha ucciso la figlia con disabilità, la vicenda pone drammaticamente all'attenzione di tutti alcuni temi che non possono più essere tralasciati», spiega il presidente della sezione torinese Anffas, Giancarlo D’Errico. «Come sempre l'anello debole è la famiglia: nessuno, purtroppo, neanche lontanamente pensa di annoverare tra i servizi alle persone anziane quelli relativi alla gestione di un figlio con disabilità».

CRISTINA PALAZZO

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