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La sfida della frontiera attraverso i suoi protagonisti

Far West

Molti degli eroi che hanno fatto l’America erano solitari e sconosciuti. Sono quella parte dei celebri pionieri che non viaggiavano in grandi carovane per costituire insediamenti, ma si muovevano in piccoli gruppi o anche da soli su sentieri sconosciuti per penetrare in terre pericolose e vivere una continua avventura. A loro è dedicato un affascinante libro di Michele Tetro, “Dove soffiano i venti propizi. Esploratori, trappers, cacciatori di pelli e cercatori d’oro nel Nuovo Mondo” (edito da Odoya, 384 pagine, 22 euro), che racconta esploratori, tracciatori di piste e cacciatori di pellicce, posatori di trappole, uomini della montagna, avventurieri e cercatori d’oro che misero in gioco la propria vita confrontandosi con una natura spietata e indifferente alle loro sorti, riuscendo infine a domarla. Si parte dalle prime esplorazioni dei territori nordamericani, con i frati missionari prima ed esploratori come de Soto, Lewis e Clark (1804, i primi a raggiungere da est l’Oceano Pacifico), Vancouver, Bonneville, Frémont (soprannominato The Pathfinder ovvero lo scopritore di piste), Pike, Long. Si passa poi a raccontare le avventure dei primi pittoreschi pionieri che per proprio conto o al soldo i grandi compagnie come la Hudson Bay Company e la North West Company attraversarono i territori quasi vergini e incontrarono i nativi, andando per lo più a caccia di pellicce. Fra loro il leggendario Hugh Glass la cui vicenda di rinascita dopo un terribile scontro con un’orsa (e l’abbandono dei compagni) si è meritata l’Oscar grazie al film The Revenant (Redivivo, Iñárritu, 2016). Un altro brano ricorda la spedizione Donner, una storia americana incredibile e terribile in cui un errore di valutazione nelle piste da seguire obbligò a sostare presso un lago uomini, donne e bambini che furono costretti dall’ostilità del luogo ad atti di cannibalismo.

Infine viene raccontata un’altra grande leggenda americana, quella della corsa all’oro, con i suoi diversi capitoli: San Francisco e la California, le Black Hills, e infine il Klondike, con i drammi e le vicissitudini di migliaia di uomini che per lo più videro crollare le loro illusioni di ricchezza ma comunque parteciparono a fondare il mondo americano. 

Sono tutti questi personaggi ad aver aperto agli Stati Uniti la via dell’Ovest, sono i veri protagonisti del Selvaggio West, e gli interpreti di quello che secondo il senatore del Missouri Thomas Hart Benton (1782-1858) era la teoria del “destino manifesto” secondo la quale il Congresso degli Stati Uniti avocava a sé il “naturale” possesso dei nuovi territori nordamericani.

Il libro è inoltre arricchito da specifici approfondimenti su cinema, narrativa e curiosità. L’ennesima conferma che la storia è spesso più avventurosa della fiction.
Osvaldo Baldacci

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