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Istat: il reddito sale e si allunga la vita

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ROMA Dopo la flessione registrata nel periodo 2012-2014, il reddito medio disponibile pro capite in Italia è tornato a salire segnando, a livello nazionale, un +3,6% tra il 2014 e il 2016 (circa 600 euro in più per residente, in valori correnti). Tale variazione è la risultante di una crescita più contenuta nel Centro e nel Nord-Ovest (+2,9% e +3,2%) e più decisa nel Mezzogiorno e nel Nord-Est (+3,8% e +3,6%). Lo rileva l’Istat nel rapporto annuale sugli indicatori del Benessere equo e sostenibile dei territori, riferiti alle province e alle città metropolitane. «Le divergenze tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno - fa notare l’Istat - restano elevate, come conseguenza di diverse condizioni del mercato del lavoro, delle caratteristiche strutturali socio-economiche dei territori, dell’azione redistributiva dello Stato e degli enti locali».

La speranza di vita sale a 82,7 anni

Oltre al reddito, cresce anche la speranza di vita alla nascita degli italiani: dopo la flessione del 2015, nel 2017 si attesta a 82,7 anni a livello nazionale, con un guadagno medio di 2 anni rispetto al 2004. La crescita riguarda tutte le province, ma con intensità molto diverse. L’Istat ha rilevato, infine, che in 10 anni, dal 2008 al 2017, la partecipazione dei bambini di 4 e 5 anni alla scuola dell’infanzia è diminuita in quasi tutte le province, con rare eccezioni come Bolzano e Nuoro. Caserta (89%) e Roma (84%) registrano le contrazioni maggiori (rispettivamente -7 e -10 punti percentuali) e nel 2017 si posizionano in fondo alla graduatoria; Roma è ultima. Al primo posto è Sondrio (98%).

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