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Doppio no alla caccia Salvi tordi e fringuelli

MILANO/CACCIA

REGIONE Merli, tordi, peppoli e fringuelli possono tirare un sospiro di sollievo. Almeno per quest’anno non rischieranno di essere impallinati dai cacciatori lombardi né di finire in gabbie buie o legati a un ramo per attirare altri volatili sventurati.

Martedì, infatti, il consiglio regionale – a sorpresa e grazie allo scrutinio segreto sulle pregiudiziali di incostituzionalità – ha bocciato i due progetti di legge sulla caccia. Il primo intendeva consentire ai cacciatori durante la stagione venatoria l’utilizzo di richiami vivi catturati e inanellati dagli Uffici Territoriali Regionali (5100 cesena, 2809 merli, 5619 tordi bottaccio e 5.472 tordo sassello, per un totale di 19 mila esemplari). Il secondo puntava a consentire l'esercizio della caccia in deroga durante la stagione venatoria alle specie peppola e fringuello (se ne sarebbero potuti uccidere rispettivamente 39 mila esemplari e 310 mila capi).

Entrambi i provvedimenti erano fortemente sponsorizzati dalla Lega, che ha nei cacciatori un forte bacino elettorale. Comprensibile quindi il disappunto del consigliere leghista Malanchini, che ha parlato di «vittoria di Pirro degli ambientalisti da poltrona» e di quanti non comprendono «la grande importanza» dell’attività venatoria «per l'equilibrio ambientale». Il governatore Fontana se l’è invece presa con l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), perché «si è rifiutata di dare i numeri e i dati di cui avevamo bisogno per scrivere un atto amministrativo. Lo ritengo vergognoso». Esultano invece le opposizioni, in particolare il consigliere dei civici Niccolò Carretta e il grillino Simone Verni. Andrea Sparaciari

 

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