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Teheran vuole riprendere l'arricchimento dell'uranio

Nucleare

L'ayatollah Ali Khamenei ha annunciato che Teheran ha ordinato di dare il via ai preparativi per riprendere l'arricchimento dell'uranio, precisando che "per ora" si muove "ancora nell'ambito dell'intesa Jcpoa". Tutto accade dopo l'uscita degli Stati Uniti l'8 maggio dall'accordo sul nucleare firmato nel 2015. Khamenei ha anche avuto toni duri contro l'Europa che, a suo avviso, sta cercando di ingannare l'Iran, pretendendo che continui ad accettare i limiti al nucleare, senza godere dei vantaggi economici. Poche ore dopo, il capo del programma di sviluppo nucleare, Ali Akbar Salehi, ha notificato all'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) che la Repubblica islamica intende aumentare il numero delle sue centrifughe nucleari per accrescere la capacità di arricchire l'uranio. "Se le condizioni lo permettono, forse domani notte a Natanz, possiamo annunciare l'apertura di un centro di produzione di nuove centrifughe", ha affermato, sottolineando che la decisione di Teheran "non viola l'accordo" del 2015.     L'accordo infatti prevede che, nell'arco del primo decennio, Teheran possa costruire parti delle centrifughe senza però renderle operative, e che possa continuare ad avere un arricchimento dell'uranio al 3,67%, molto al di sotto del 20% cui era arrivata in precedenza (il 90% è la soglia per l'arma nucleare). 

Parigi.  Per il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, la dichiarazione iraniana secondo cui Teheran potrebbe aumentare la propria capacità di arricchimento dell'uranio rappresenta un avvicinamento "alla linea rossa" tracciata dalle potenze mondiali. "E' sempre pericoloso flirtare con la linea rossa", ha dichiarato il ministro ai microfoni di radio Europa 1, confermando comunque l'intenzione di preservare l'accordo sul nucleare. 

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