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Le 50 sfumature si tingono di rosso

Cinema/50 sfumature di rosso

ROMA È cominciato come un gioco elegantemente sadico. Due amanti improbabili, poca comunicazione verbale, molto feeling e un “lui” bello e ricchissimo, oltre che fastidiosamente impenetrabile. Come dice Jamie Dornan, che lo ha fedelmente interpretato dal primo film della trilogia di James Foley tratta dalle pagine di E. L. James (oltre 125 milioni di copie vendute) e che ora la chiude con “50 sfumature di rosso”, appena arrivato in sala. 

«All'inizio della saga - spiega - era decisamente poco empatico ma, grazie all'amore, riesce a cambiare e a diventare un uomo con un suo equilibrio, pronto al matrimonio: una versione migliore del sé iniziale».

Il che vale anche per la protagonista che, dopo aver sopportato di tutto, convola a nozze e, come sottolinea Dakota Johnson, «questo passo la rende più sicura, corona il suo cambiamento da ragazza ingenua a donna agguerrita  e sempre coerente con se stessa, non incline ai compromessi».

Ma, ad agitare un po' gli ingredienti ci sarà quel sapore di finto thriller che spinge Dornan a dire «ci vedrete in situazioni di azzardo, oltre ogni confort». Magari. 

SILVIA DI PAOLA

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