Spettacoli

Wilson, tra rock futurista e visioni pop

Steven Wilson/Musica

MILANO È quel che si dice un artista di culto, fieramente indipendente e alieno alle logiche commerciali. Ciò nonostante Steven Wilson, ex leader dei Porcupine Tree, è riuscito ad entrare nel cuore degli ascoltatori e a riscuotere un successo impensabile. Non a caso è tutto esaurito da tempo il suo concerto di venerdì agli Arcimboldi, ore 21, un live lungo e suggestivo, visionario e ambizioso, che vedrà al centro l’ultimo cd, “To The Bone”, che svela fra le sue ispirazioni i classici di Peter Gabriel, Talk Talk e Tears For Fears. Canzoni in equilibrio fra rock futurista, elettronica spettrale, pop alternativo, chitarre vorticose e influssi progressive, con testi che raccontano il nostro tempo (dal caos paranoico dell’eccesso di informazioni al fondamentalismo religioso), regalando al pubblico una fuga dalla realtà ad occhi aperti.

Nell’attesa ecco stasera al Blue Note una bella serata soul-funk con Marta High, 72enne dalla voce potente e raffinata, che nella sua lunga carriera ha collaborato con big come Little Richard, Jerry Lee Lewis, Aretha Franklin, B.B. King, Stevie Wonder, Prince e Michael Jackson. Con lei sul palco i Soul Cookers. Il club di via Borsieri ospiterà domani Dayna Stephens, apprezzato sassofonista della nuova generazione, che si esibirà assieme ad Aaron Parks, Joe Sanders e Greg Hutchinson. All’Arci Ohibò, stasera, concerto dei Las Robertas, dalla Costa Rica con sonorità garage-psych-pop, assieme a Kozminski e The Comet, seguiti domani da Matteo Passante e la Malorchestra.

 

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