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Il cannone di mezzogiorno che spara da 170 anni

ROMA «A maggior comodo del pubblico, affine di ovviare al disordine che può non di rado arrecare il diverso andamento dei tanti orologi in questa Capitale, per ordine superiore cominciando da domani 1° dicembre un colpo di cannone tirato dal Forte Sant’Angelo annunzierà ogni dì alla popolazione il vero istante e preciso del mezzogiorno, quale appunto dovrebb’essere in pari tempo indicato da tutti gli orologi della città». Così il Diario di Roma del 30 novembre 1847 annunciava alla cittadinanza che dal giorno seguente (1° dicembre 1847) sarebbe iniziata una tradizione divenuta parte integrante dell’identità culturale della Città Eterna. Sono passati 170 anni da quel primo sparo e ancora oggi i romani lanciano un rapido sguardo all’orologio - oppure allo smartphone - quando ascoltano l’eco di quel colpo familiare.

Per volere di Pio IX

Fu il Pontefice Pio IX a voler marcare il mezzogiorno a Roma con un colpo di cannone a salve per avere un «segnale unico» dell’ora ufficiale e mettere fine al suono scoordinato delle tante campane delle chiese. Inizialmente il colpo veniva sparato dalla terrazza di Castel Sant’Angelo e l’artigliere si regolava con l’ingegnoso sistema della “Palla di Sant’Ignazio”. La determinazione del mezzogiorno proveniva dall’Osservatorio del Collegio Romano e una “palla” di vimini ricoperta di panno nero veniva issata su un’asta sul timpano della Chiesa di Sant’Ignazio e fatta scendere alle 12 in punto. Così l’artigliere, osservandola con il cannocchiale, poteva far esplodere il colpo.

Da Monte Mario al Gianicolo

La tradizione dello sparo del mezzogiorno continuò con l’Unità d’Italia. Il cannone venne però prima spostato nel 1895 nei bastioni bassi di Castel Sant’Angelo, poi il 1° agosto 1903 - per qualche mese - sulle pendici di Monte Mario, infine dal 24 gennaio 1904 e in via definitiva sul Colle del Gianicolo. Per molti anni fu utilizzato un cannone che era servito all’Artiglieria del Regno d’Italia per aprire la Breccia di Porta Pia. Nel 1925 la “Palla di Sant’Ignazio” fu sostituita dal segnale radio (una suoneria elettrica azionata dall’Osservatorio astronomico del Campidoglio), poi affiancato nel 1930 dai fari rossi - quattro agli angoli della Torre Capitolina e due sul Vittoriano - che l’Osservatorio accendeva per due minuti, a partire dalle 11.58.

Pochissime interruzioni

Nel 1939 e durante il periodo bellico lo sparo fu sostituito dalle sirene, ma nel dopoguerra - grazie ad una mobilitazione promossa dal conduttore tv Mario Riva e accolta dal sindaco Cioccetti - dal 2712° Natale di Roma (21 aprile 1959) il cannone tornò protagonista. In tanti anni l’appuntamento con il mezzodì è mancato solo tre volte. Di recente è stato scongiurato il “taglio” del cannone per ragioni economiche.

LORENZO GRASSI

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