Fatti&Storie

Sfrattato l'archivio delle donne registe

Milano/Sesto S.Giovanni

SESTO S. GIOVANNI L’associazione “Lucrezia Marinelli”, una “archivioteca di film a regia femminile” tra le più importanti e fornite d’Italia, è stata sfrattata dalla sua storica sede, nel centro di Sesto. Sfrattata bruscamente, lamenta la presidente Nilde Vinci, che così racconta a Metro: «Paghiamo un canone calmierato di 100 euro al mese per una stanzetta che non arriverà a 15 metri quadrati. Il Comune vuole valorizzare un immobile di pregio affittandolo a prezzi di mercato e non alla nostra portata, io questo lo capisco. Quello che però fa male è che non ci hanno fatto nessuna controproposta. Ci hanno sfrattato e basta. Il 3 ce ne dobbiamo andare». Fa male, continua la signora Nilde, perché «esistiamo da un trentennio e la nostra presenza a Sesto è un valore».

Il sodalizio, intitolato alla celebre scrittrice veneziana vissuta tra Cinque e Seicento, «ha otto socie, non fa politica, non ha mai avuto sovvenzioni pubbliche, si mantiene grazie alle donazioni e al nostro lavoro: organizziamo da 26 anni il festival cinematografico “L’occhio delle donne”; facciamo proiezioni a “Mondo Donna” di Quarto Cagnino, collaboriamo con la storica Libreria delle Donne...». La speranza delle sfrattate è che venga loro proposta una sede alternativa, che possa contenere l’archivio di oltre duemila film, «tra cui “La fate dei cavoli” di Alice Guy Blaché, anno 1896». C’è attesa per oggi: è previsto, dice la Vinci, un incontro con sindaco, vicesindaco e assessore alle Pari opportunità. Non c’è grande ottimismo, però. Era stato proprio il sindaco Roberto Di Stefano, Forza Italia, appena eletto e dunque fresco di storico trionfo nella ex Stalingrado d’Italia, ad accusare pubblicamente, mesi fa, quelle «associazioni delle quali si fa fatica a comprendere l'attività, cui vengono concessi locali comunali in pieno centro a pochi euro». Si vedrà.

SERGIO RIZZA

foto da: www.womeninart.it

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