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Il bibliotecario padre e assassino

Libri/Matteo Ferrario

ROMANZI Viola, una bambina di quasi sei anni, sotto la veranda di casa attende l’imbrunire abbracciata a suo padre Andrea. Aspetta il ritorno della persona più importante della sua vita: sua madre Barbara. Ma lei non tornerà e solo Andrea, un uomo di quarant’anni, con una vita normale, che fa il bibliotecario, sa perchè. Andrea, padre premuroso, in realtà è un assassino. «Far del male a chi è innocente è sempre la colpa più grave, soprattutto in una famiglia». Parola di Matteo Ferrario che ha scritto un romanzo molto forte, sin dal titolo, “Dammi tutto il tuo male” (Harper & Collins, 288 pagine, 17 euro) dove si esce dalle ferite provocate dalla famiglia di origine diventando se stessi, formandone una migliore oppure trovando altrove l'amore di cui si ha bisogno. 

Nel suo libro il colpevole si svela nella prima riga: “Sono un padre e un assassino”. Come può un padre diventare assassino?
È la prima domanda che mi sono posto sul personaggio e quella cui tenta di rispondere lui stesso, raccontando i fatti. Andrea non è un criminale o uno psicopatico, ma un uomo comune che scopre quasi in contemporanea questi due lati di sé: la capacità di essere padre e quella di uccidere.   

Di che tipo di amore sono capaci i genitori verso i figli?
Credo ne esistano tanti tipi, ma che tutti si scontrino con la difficoltà di essere genitori. Quello di Andrea per la sua bambina è un amore assoluto, vissuto come una missione, ma a un prezzo molto alto: quello di diventare un assassino. 

E chi sono in questo libro “le madri”?
Anche qui abbiamo diversi esempi: una madre indegna, un paio di madri affettuose che hanno messo i figli al centro della loro vita, e poi Barbara, che fatica a vedersi in questo ruolo, ma forse si sbaglia. 

Alla fine il padre “si prende il male” (da cui il titolo): un atto di forza o di debolezza? 
È un atto d'amore, il modo in cui lo intende Andrea. Se questo significhi essere deboli o forti è un problema che lui non si pone nemmeno, perché prima vengono le persone che ama. E nel romanzo non è il solo a pensarla così.

ANTONELLA FIORI

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