Opinioni

La classe dirigente tricche e ballacche

Maurizio Guandalini

Mentre il Movimento 5 Stelle, quello più fighetto, mocassino Church, cravatte regimental e vestito taglio Armani, si riuniva a Ivrea, alla ricerca di una nuova classe dirigente, il Tribunale di Genova riammetteva in gioco la candidata sindaca dei pentastellati del capoluogo ligure, certificando che lì una classe dirigente c'è, è viva e lotta. E soprattutto  vidima un passaggio rivoluzionario per un “partito” dove esiste il capo e basta, Grillo per intenderci: d'ora in poi il comico non potrà fare il bello e il cattivo tempo stracciando il voto di elezioni di assemblee regolarmente elette. Caro Beppe, ha detto in pratica la sentenza, la democrazia non è un caciucco in salsa genoana, ma una prassi che dovrebbe valere anche per un partito che si candida al governo del Paese. Non tricche e ballacche. Addio filosofia del web, del click o del like con il blog come Vangelo.

Il cambio è più epocale di come lo stiamo descrivendo. Sancisce un principio che non passava nemmeno nell'anticamera del cervello di chi ha creato dal nulla un movimento che faceva riferimento solo a due garanti, oggi uno solo, dopo la scomparsa di Gianroberto Casaleggio. Se veramente i 5 Stelle non sono un bluff devono ora fare i conti con se stessi creando una classe dirigente che non può essere espressione solo dei capibastone seduti in Parlamento. Spiace che debba essere un tribunale a sancire quello che dovrebbe venire naturale dentro associazioni libere come partiti o  movimenti. Come faranno i pentastellati a contestare un provvedimento cucito da quei giudici con cui vanno spesso a braccetto al grido di trasparenza? D'altronde la rendita sta finendo. La gente li ha scelti e li continua a scegliere malgrado tutto. Perché gli altri partiti non sono delle magnificenze. Però, capite, che questo rimane un gioco al ribasso.  Abbiamo visto che messi all'opera, dall'Amministrazione di Roma in giù, i 5 Stelle hanno grossi problemi. Non hanno doti superiori.
Anche il grido onestà-onestà-onestà è specchietto delle allodole per i primi tempi, quando il gioco è leggero. Poi quando si fa duro, la musica cambia. Ora far finta di nulla vorrebbe dire abbonare quel lumicino di speranza rimasta. Si fa un gran parlare di democrazia nel Pd, se le primarie sono o meno uno strumento utile, e sereno, per scegliere i dirigenti. Catturati dalle bagarre del primo partito della sinistra europea ci eravamo dimenticati che gli altri, oltre ai 5 Stelle tutto il centro destra con il Cavaliere pastore stil novo vegano incluso, non hanno dato segnali eclatanti di novità in questi anni.

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