Opinioni

Quando l'odio rimbalza sul web

Maurizio Baruffaldi

Invito tutti quelli che inondano il web con il loro disprezzo verso chiunque sia, e che sputano sentenze e insulti al calduccio dietro una tastiera, a godere della terza annata di Black Mirror, serie tv inquietante e lucida sul futuro immediato. E cominciare dalla sesta puntata: Hated in the nation, Odio universale, il titolo. Tutto nasce da un'hashtag, #DeathTo, che viene associato a soggetti colpevoli, nel mondo reale, di avere fatto, detto o scritto qualcosa che a molte persone risulta odioso. In pratica: ti sta sulle palle uno o una? Cinguetti #MorteA e scrivi il suo nome. Il soggetto che accumula il numero più alto di questi hasthag, risulta quindi il più odiato del giorno (immediato il pensiero a qualche blog specialista nella gogna). Incredibilmente, però, questo soggetto muore davvero, il giorno stesso, in apparenza suicidato. Si scoprirà che gli omicidi sono invece commessi da piccoli droni, api artificiali deviate dal loro compito ecologico governativo per andare a infilarsi nel cervello del prescelto, il quale muore di dolore, o si uccide per fermarlo. Odio universale annulla la sempre più sottile differenza tra il vissuto nel mondo e quello nella rete, e se già oggi milioni di vite hanno ridotto al lumicino le loro esperienze con corpi, spazi e materia per sostituirle con il loro derivato online, la sceneggiatura del futuro si spinge a immaginare il definitivo cortocircuito tra virtuale e reale. Con relative conseguenze. Per questo, faranno la stessa identica fine dei condannati “grazie al voto”', anche tutti quelli che quel voto lo hanno aggiunto, tutti quelli che hanno puntato l'arma dello shaming; perché ogni gesto, anche apparentemente innocuo come un post, ha la sua conseguenza. Fantascienza, tranquilli, e poi la storia ha risvolti che non esaltano nessun giudizio universale paranoico; però ci mette di fronte allo specchio, amplificato dai social, della nostra responsabilità. Perché l'odio rimbalza, senza attrito. E non ci si può più nascondere.

MAURIZIO BARUFFALDI
giornalsita e scrittore

 

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