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Il segreto di J-Ax? Cantare la ganja

J-Ax

MUSICA È un momento magico per J-Ax, in costante movimento per il tour estivo e in radio con il tormentone “Maria Salvador”. Queste le sue impressioni raccolte nei camerini del Postepay Rock in Roma, dove l’abbiamo  incontrato una manciata di minuti prima della sua esibizione.

Cosa si prova prima di salire on-stage?

Si tenta di mantenere la calma, poi io sono anche manager di me stesso quindi devo guardare sia l’aspetto manageriale che quello artistico. Diciamo che la vacanza comincia quando canto.

L’Italia è cambiata, oggi il rap è il genere che riempie stadi e gli ippodromi…

Dagli anni ‘90 il rap è il genere più ascoltato dai giovani, insieme a un certo tipo di rock, sono i media che sono arrivati in ritardo. Come al solito.

Ma è anche vero che il suo rap si è trasformato nel corso degli anni…

A noi italiani piace fare le cose diverse, poi la mia generazione è particolare, cresciuta tra il vecchio e il nuovo. Ho nel mio background sì Public Enemy Run Dmc, ma anche Sandy Marton e i Righeira.  Sono il figlio malato di queste due cose.

Dopo la tv e un disco di platino, come valuta questo periodo?

Questo è un periodo d’oro per me, farò più di 25 date questa estate e in più a settembre partirà il mio programma in seconda serata, “Sorci verdi”.

“Maria Salvador”  – una fortunata collaborazione con Il Cile, l’ultima di una lunga serie – a molti sembra una ri-edizione di “Ohi Maria” del 1994…

Collaborare è normale tra artisti quando c’è rispetto,  c’è voglia di fare una canzone insieme. Si vede che d’estate agli italiani piacciono tante cose tra cui camminare in spiaggia, mangiare il gelato e sentire J-Ax che parla di ganja. FRANCESCO FODERÁ

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