Calcio
9:26 pm, 19 Agosto 21 calendario
10 minuti di lettura lettura

Serie A, a che punto sono le big

Di: Redazione Metronews
condividi

Serie A, a che punto sono le big? Il nuovo campionato di Serie A avrà inizio sabato prossimo, 21 agosto, con la partita inaugurale delle 18.30 tra i campioni d’Italia dell’Inter e il Genoa. Ma che campionato sarà? L’Inter ha perso Conte, Lukaku, Hakimi: sarà ancora dominante? E la Juve, con il ritorno di Allegri, tornerà a dominare il campionato? Certo, nessun colpo sarà come quello del Psg che ha ingaggiato Leo Messi. Ma vediamo a che punto sono le big della Serie A. 

Cristiano Ronaldo/LAPRESSE

Serie A, a che punto sono le big: la Juventus

Erano almeno trenta anni che i bianconeri non compravano così poco nel mercato estivo: due soli giocatori, e nessuno che faccia sognare più di tanto i tifosi. E in più, Ronaldo che molti continuano ad accostare al Psg (ieri per esempio ha fatto molto discutere il fatto che la squadra sia scesa in campo per il test in famiglia e di CR7 non si sia vista nemmeno l’ombra). L’acquisto di Locatelli dal Sassuolo, a condizioni vantaggiosissime, ha indubbiamente risolto un gran problema. Tuttavia nella testa di Allegri quella mediana ha bisogno ancora di un regista.  Un tipino alla Pjanic, se non proprio Pjanic in persona, visto che il Barcellona lo ha scaricato senza tanti complimenti. E poi Allegri, per il suo nuovo corso, vorrebbe avere anche un attaccante di razza, uno di quelli che piacciono a lui: predatori d’aerea e senza troppe concessioni all’estetica. Ma la cosa è pensabile solo se partisse Ronaldo. Quindi il giudizio resta in stand by.

Lautaro Martinez/LAPRESSE

Serie A, a che punto sono le big: l’Inter

Abbiamo salutato Conte. Abbiamo salutato Lukaku e pure Hakimi. Come vanno ora le cose all’Inter? In piena evoluzione, si potrebbe dire. Dumfries prenderà il posto Hakimi con l’obiettivo di non farlo rimpiangere troppo. Per tappare la falla lasciata da Lukaku, invece, ecco Edin Dzeko ed i suoi 35 anni suonati: basterà? Il bosniaco è un campione, ma l’anagrafe pesa per tutti. Posto che Lautaro rimanga (cosa abbastanza difficile se Kane lasciasse -come sembra che sia- il Tottenham, diretto sulla sponda celeste di Manchester), scatterebbe la corsa al sostituto. Inzaghi vorrebbe Correa, ma Lotito non sembra sentirci da quell’orecchio. E così ecco la pista Zapata (altro sogno difficile da realizzare). L’ultima soluzione che sta prendendo piede, dopo il magico intervento di Mino Raiola, è che il predestinato possa essere Marcus Thuram, figlio della vecchia conoscenza del nostro calcio Lilian, oggi attaccante in forza al Borussia Moenchengladbach.

Francisco Roman Alarcon Isco/ LAPRESSE

Serie A, a che punto sono le big: il Milan

Il Milan è tutto un filare di trattative, acquisti, cessioni. L’ultimo arrivo sarà Florenzi, in uscita dalla Roma. Il fatto è che ci si dimentica che questa squadra ha subito due amputazioni. La prima è quella di Donnarumma, che ora difende i pali del Psg. La seconda è quella di Calhanoglu, trequartista finito ai cugini dell’Inter e non ancora sostituito. Il sogno sarebbe Isco per quella posizione, in uscita dal Real Madrid. Le trattative sono state avviate ma non è cosa facile. Così nel frattempo Maldini e Massara seguono la pista Vlasic (Cska Mosca). Intanto dovrebbe essere fatta per Bakayoko, uno di quei centrocampisti che servono a fare legna.

Josè Mourinho/LAPRESSE

Serie A, a che punto sono le big: la Roma

Capitolo Roma. Mourinho è Mourinho, e Roma è ancora ubriaca per il suo arrivo. Il club è quello che ha investito di più in Italia (90 milioni) ed il quinto in Europa. Eppure qualcosa ancora manca. Serve un regista. Il portoghese, vecchia volpe, aveva messo gli occhi su Xhaka, ma il club non ha saputo chiudere la trattativa. Così, un colpo che sembrava sicuro (non passava giorno che il centrocampista svizzero non mettesse un like ai post di Mourinho) è prima sbiadita e poi tramontata.  Per spendere sul centrocampo serve vendere Diawara: che però si è messo di traverso e sta rifiutando i trasferimenti proposti. Poi c’è il capitolo Smalling: l’anno scorso è stato fermo a lungo per vari infortuni. Quest’anno è già indisponibile. Cosa si fa? Il club sta cercando di capire se intervenire sul mercato o meno. Ma anche in questo caso servirebbe prima vendere. Si vedrà.

Serie A, a che punto sono le big: l’Atalanta

Messi da parte i sassolini (per così dire) che il Papu Gomez si sta togliendo dalle scarpe per raccontare il suo allontanamento da Bergamo, il fatto è che l’infortunio di Hateboer è un problema bello e grosso. Il giocatore dovrà operarsi e, nella migliore delle ipotesi, resterà fuori almeno due mesi e mezzo. Questo rende necessario un acquisto a destra. In pole c’è  Zappacosta, in uscita dal Chelsea. Se poi dovesse partire Zapata, corteggiatissimo dall’Inter, il preferito di Gasperini sarebbe Belotti (ma occhio: Cairo non fa regali).

Manolas/LAPRESSE

Il Napoli

In casa Napoli è caccia all’esterno sinistro: Emerson Palmieri, dopo i complimenti incassati da Spalletti (e da lui ricambiati) è finito in Ligue 1, al Lione. E tanti saluti.  L’alternativa economicamente possibile sarebbe Estupiñan, ecuadoriano del Villarreal. Serve anche un centrocampista, l’idea degli uomini-mercato partenopei sarebbe Youssouf del Saint-Etienne. Caldeggiato da Spalletti l’arrivo di Juan Jesus, avvenuto a parametro zero. Ma occhio: le cessioni ventilate di Insigne e Manolas (quasi certamente diretto a casa sua, all’Olimpiakos) possono far tornare l’emergenza.

Pedro, ora Laziale/LAPRESSE

La Lazio

Strappato Pedro alla Roma (un affare per tutti e due i club) si può dire che lo spagnolo per 4-3-3 di Sarri sia la ciliegina sulla torta. Se poi non partisse Correa tanto meglio. Lotito ha poi versato circa 15 milioni nelle casse del club, riportando in attivo l’indice di liquidità che potrà consentire al club di chiudere altre operazioni: come quella per il centrocampista del Bordeaux Basic, a quanto pare un (altro) pallino di Maurizio Sarri.

19 Agosto 2021
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giornale
Più letto del mondo