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Da Harris e Obama siluri contro Trump

Convention Democratica

USA Tutti al fianco di Joe, tutti (ancora più convintamente) schierati contro il fallimentare Donald. La terza serata della convention democratica Usa, rigorosamente in formato virtuale causa Covid-19, è un momento molto importante per la politica a stelle e strisce: per Biden arrivano i discorsi di Barack Obama, Hillary Clinton e Elizabeth Warren. Ma, soprattutto, si registra uno speech molto ispirato di Kamala Harris, che entra già nella storia accettando commossa la nomination per la vicepresidenza, prima donna di origini afroamericane e indiane a ricoprire tale incarico. Un gruppo politicamente eterogeneo (la stessa senatrice aveva criticato il candidato dem), ma tenuto insieme dalla voglia di archiviare la presidenza di Donald Trump, al momento graziato dai dati economici, ma sul quale pesa la gestione della pandemia.

«La leadership fallita di Trump è costata vite umane e mezzi di sussistenza», è l’attacco in apertura dell’Attorney general della California. Kamala è un personaggio chiave in questa elezione: la sua figura può portare al voto le minoranze e le donne degli Stati Uniti, decisive per la sconfitta di Hillary quattro anni fa. E, visti anche i 77 anni di Biden, potrebbe diventare la candidata dem per la Casa Bianca nel 2024.

 «Possiamo cambiare il corso della storia. Abbiamo un presidente che trasforma le tragedie in armi politiche", rilancia, aggiungendo che "non esiste un vaccino contro il razzismo». E Obama? L’ex presidente negli ultimi tempi non aveva mai criticato con durezza il suo successore, ma nella serata della convention non lascia nulla di intentato e, come rilevano gli esperti Usa, pronuncia una delle più radicali bocciature mai fatte a un presidente in carica da parte di un ex inquilino della Casa Bianca.
 In primis all’ex tycoon viene contestata la gestione dell’economia («Non ha creato occupazione»), ma anche il management politico. «Questa amministrazione ha dimostrato che distruggerà la nostra democrazia se è quello che serve per vincere». E ancora: Trump ha trasformato la Sala Ovale «in un altro reality show che può usare per ottenere l’attenzione che desidera ardentemente». L’appello è sempre lo stesso: bisogna andare a votare a novembre, perché «è in gioco la democrazia». Sugli stessi toni l’intervento di Hillary Clinton, ex segretario di Stato e candidata nel 2016 proprio contro Trump: «Abbiamo bisogno di numeri travolgenti, così Trump non può intrufolarsi o trovare la sua strada verso la vittoria». Il leit-motiv dei democratici è che bisogna cambiare, perché un nuovo quadriennio con Trump potrebbe far peggiorare la situazione nel Paese.

Biden è insomma l’uomo giusto, perché è moderato, ha esperienza e, come ripete Obama, «ha il carattere per renderci un Paese migliore». Dal canto suo Trump prepara il suo discorso alla convention repubblicana (si terrà nel prato sud della casa Bianca) e su Twitter attacca un pò tutti, facendo riferimento anche a vecchi giudizi di incompetenza di Kamala su Biden. Gli ultimi sondaggi danno i dem favoriti, ma l’impressione è che "The Donald" venderà carissima la pelle. Anche perché l’effetto Covid nelle urne è ancora tutto da valutare per entrambe le fazioni.

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