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La Croisette si illumina con la Pellegrini e la Shayk

Cinema/Cannes2018

CANNES La seconda giornata di questo Festival di Cannes si apre oggi con due mogli sulla Croisette. Sono Marica Pellegrini, sposata con Eros Ramazzotti, e Irina Shayk che, se ieri ha sfilato con il suo compagno Bradley Cooper, oggi si è presentata in versione “single”. 

Le due hanno letteralmente fatto impazzire i fotografi e non solo.

Sul versante più strettamente cinematografico, oggi è il giorno di due film in concorso che raccontano entrambi i rapporti interpersonali. Si tratta di “Guerra Fredda” del regista polacco Pawel Pawlikowski e di “Plaire, aimer et courir vite” del francese Christophe Honoré. Nel primo, si racconta la passione di un uomo e una donna tra Parigi e Varsavia alla fine degli anni Cinquanta; nel secondo, invece, i protagonisti sono un ragazzo e uno scrittore tra Parigi e Rennes ai primi anni Novanta. 

Per la sezione Un certain regard arriva oggi “Rafiki” di Wanuri Kahyu, il film che segna il debutto assoluto del Kenia al festival di Cannes. E non solo. Perché trattandosi di una storia d'amore lesbo, assolutamente vietato nel Paese della cineasta, sicuramente solleverà un polverone di polemiche in tutta l'Africa orientale.

Domani sarà il giorno di Jean-Luc Godard. Ottantotto anni, in gara con “Le livre d'image”, il papà della Nouvelle Vague porta  a Cannes un suo viaggio sul mondo arabo di oggi. 

Ancora domani proiezione di “Ash is purest white” di Jia Zhang-Ke: una storia ambientata in Cina nel 2001 la cui protagonista è una ballerina innamorata di un gangster, mentre il Paese sta passando dalla chiusura alla leadership mondiale. 

Sabato toccherà a “Les filles du soleil” di  Eva Husson, con Golshifteh Farahani ed Emmanuelle Bercot. Il film racconta la storia delle soldatesse curde e della giornalista inglese Marie Colvin, in Siria.
E poi, grande attesa per “Three faces” di Jafar Panahi di cui si sa soltanto che si tratta di “un road movie nell'Iran di oggi”. Il regista è prigioniero del regime e lo stesso Thierry Frémaux aveva annunciato che il governo francese aveva richiesto i permessi  per farlo arrivare e, soprattutto, farlo tornare liberamente a casa. Di ieri l'appello di Asghar Fahradi (che ha presentato fuori concorso, in apertura del festival il suo “Todos los Saben” con Penelope Cruz e Javier Bardem) a Teheran perché permetta al suo collega di poter essere a Cannes.

A proposito di grandi assenti, anche Kirill Serebrennikov non potrà essere al festival perché agli arresti domiciliari in Russia per frode fiscale. Oggi è con concorso il suo film “Leto” e a nulla sono valse le richieste di permessi.

Chi invece ha risolto sia i problemi giudiziari che quelli di salute è Terry Gilliam: la Corte di Parigi ha infatti dato il via libera alla proiezione del suo film all'interno del Festival e dopo il malore che lo aveva colpito nei giorni scorsi, il regista si è perfettamente ripreso: sarà presente il 19 maggio in concomitanza con la proiezione del suo  “Don Quixotte”, in chiusura del festival

PATRIZIA PERTUSO

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