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Molestie o no Il putiferio di Catherine Deneuve

Il caso Weinstein

Roma Catherine Deneuve insieme a scrittrici, artiste e accademiche francesi, ha aderito alla lettera aperta, pubblicata da Le Monde, nella quale si condanna la “caccia alle streghe” che è seguita allo scandalo Weinstein. La grande attrice esce dal coro del movimento #MeToo e sottoscrive che «lo stupro è un crimine, ma tentare di sedurre qualcuno, anche ostinatamente o in maniera maldestra, non lo è». Nella lettera si legge anche che «gli uomini sono stati puniti sommariamente». Su queste parole i social si dividono, e in molte - anche vittime di violenza come una donna stuprata da Roman Polanski - appoggiano l’attrice. Ma molte di più la criticano duramente. Asia Argento (dalla cui denuncia è partito lo scandalo) è una delle prime a esprimere sdegno. Un gruppo di femministe francesi ha poi risposto  definendo Deneuve e le altre firmatarie come «difensori dello stupro». In italia la presidente della Camera Boldrini si è detta esterrefatta dalla Deneuve: «Una cosa è essere corteggiata, altra essere importunata».

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