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Sesso e sentimenti tra hijab e croci celtiche

Libri/Rania Ibrahim

INTERVISTA Laila vive a Dover con i genitori, è un’adolescente e si innamora di Mark, scopre il sesso, le famiglie li osteggiano, ma l’amore alla fine, probabilmente, trionfa. Un plot classico, con alcuni ingredienti speziati: Laila è anglo-egiziana, musulmana, indossa il velo, Mark è figlio di un leader dell’ultradestra britannica e ha simpatie neonaziste, ama le croci celtiche e  frequenta una casa dove il gatto si chiama Mengele. Laila sa che il sesso prematrimoniale è haram, proibito, ma è una ragazza piena di passione Un’ambientazione estrema con qualche punto in comune con l’esperienza vissuta dall’autrice di Islam in love, (Jouvence, p.406, euro 19,90)  Rania Ibrahim, musulmana milanese di origine egiziana, sposata con un italiano e madre di 4 figli, 40 anni, voce ironica e critica del mondo islamico. «Quando io e mio marito ci siamo messi insieme, i miei non erano per niente contenti. Li ha fatti ragionare mio nonno dall’Egitto: se la fate crescere  in Italia, come potete pretendere che non si innamori di chi vuole?»

Nel libro scrive che i musulmani della diaspora sono più chiusi di quelli in patria.
È così: nei paesi d’origine le donne fanno battaglie per i loro diritti, qui si chiudono in casa. Nella prima migrazione, quella dei miei, si cercava l’integrazione. Ora chi arriva si chiude, si autoghettizza. Faccio volontariato nel mio paese, Peschiera Borromeo, insegno italiano agli stranieri e mi capita di incontrare donne che sono qui da 7 anni e non parlano una parola di italiano. D’altra parte oggi in  Occidente appena dici musulmano pensi terrorista. Diffidenze reciproche.

Laila porta il velo, lei no.
È una scelta libera e individuale, mia madre lo porta. Il velo ha molto a che vedere con la politica, le tradizioni, la cultura e poco con la religione. L’Islam è una religione senza intermediari, senza clero, quindi il mio Islam lo vivo in privato, nel mio rapporto col Corano. Il resto è politica. Non vado  nemmeno in moschea.  

Parla in modo molto esplicito di sesso, critiche?
Un’italiana convertita, su un blog mi accusa di trattare temi proibiti. Ma è solo una storia d’amore.  

PAOLA RIZZI

@paolarizzimanca

 

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