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Mumo: dopo il sisma profumi di rinascita

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Un’impresa che dà vita ai profumi del territorio. Facendolo di fatto anche rivivere, dopo il sisma. Una coraggiosa storia sul fare ricerca e impresa che si lega indissolubilmente al terremoto che ha colpito il centro-Italia lo scorso ottobre. D’altronde l’appuntamento dal notaio per la costituzione della società era fissato da tempo, ma quella mattina di fine ottobre 2016 non ci sarebbe stato. Perché poche ore prima la vita a Camerino, paese del maceratese, sarebbe stata sconquassata dal terremoto.

«Per noi è stata una tragedia, ma non ci siamo persi d’animo e dopo pochi mesi dal notaio ci siamo tornati comunque», dice con orgoglio Emy Morelli, 30enne startupper e ricercatrice marchigiana, in tasca una laurea in economia con indirizzo finanziario e nel cuore la passione per i profumi. Una passione che coltiva sin da piccolina e che ha dato il nome a Mumo, impresa dedicata all’olfatto e di fatto alle emozioni, spin-off dell’Università di Camerino.

«Mumo è come pronunciavo la parola profumo quando ero bambina e con questa startup vogliamo mettere in circolo i profumi dei nostri magnifici territori», precisa Emy, nata a Macerata e fino a pochi mesi fa di stanza a Camerino. «Col terremoto il paese si è spopolato, oggi conta circa duemila abitanti rispetto ai settemila dell’autunno scorso. Io stesso ho avuto la casa distrutta dal sisma e gli altri miei concittadini sono dispersi lungo al costa. Oggi il problema grosso è ricostruire un tessuto sociale ed economico».

Una ricostruzione che passa anche dai profumi delle sue terre: l’azienda è nata da anni di ricerca e ha un valore scientifico e tecnologico molto alto che di fatto ha trovato terreno fertile in due laboratori dell’Università di Camerino. «Siamo nella facoltà di chimica e botanica, all’interno della scuola di scienze e tecnologie. E poi siamo nella scuola di farmacia. I nostri laboratori non sono stati danneggiati dal terremoto perché fuori dalla città, ma sono stati comunque puntellati».

Il core business di Mumo si intreccia col territorio: ad animare il progetto sono cinque soci, tra cui l’università e una agenzia di comunicazione. E l’obiettivo è di riportare la comunità ad essere comunità. «Siamo tornati a Camerino, vogliamo far ripartire il nostro paese».

Di fatto Mumo raccoglie le essenze tipiche del territorio e quindi lavora su un prodotto olfattivo per persone e ambienti. «Il marketing olfattivo ha una lunga tradizione nel mondo anglosassone,  noi abbiamo deciso di portarlo in Italia lavorando su una nicchia di appassionati e dando valore alla comunità», ricorda Emy, nella foto insieme a Roberta Grifantini, sua socia in questa impresa, nel campo del lavandeto di Camerino, produttori di varie tipologie di lavanda.

Il primo profumo ad essere prodotto è stato quello di Camerino, ovvero il profumo dei monti Sibillini. D’altronde da queste parti c’è una tradizione officinale aromatica risalente addirittura ai piceni. «Abbiamo adottato le erbe di questi monti e una in particolare chiamata il dragoncello: la primavera è il periodo di fioritura e questa erba è molto utilizzata in ambito alimentare. Ha un effetto speziato e balsamico».

Dal proprio territorio alle essenze in giro per l’Italia. Emy e il suo team hanno realizzato anche il profumo su Venaria Reale, riproducendo gli odori da un punto di vista storico e culturale e valorizzando le essenze dell’epoca tra barocco e neoclassico. E poi hanno prodotto il profumo di Acqualagna, insieme ad Alba capitale del tartufo bianco.

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

 

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