Spettacoli

Deneuve: Io, avventuriera ma solo al cinema

Catherine Deneuve/Catherine Frot

CINEMA Un’ostetrica dolcissima e brava con una vita grigia, troppe rabbie rimosse e nessun azzardo, e una donna (che potrebbe essere sua madre) che invece è davvero una giocatrice d’azzardo, al tavolo ma anche nella vita che ha voglia di divorare. Diversissime ma bisognose l’una dell’altra. Scoprirete perché in “Quello che so di lei” (presentato alla scorsa Berlinale e dall'1 giugno nei cinema) firmato da Martin Provost che mette, l’una davanti all’altra, la controllata Catherine Frot e la travolgente Catherine Deneuve che così tratteggia il suo personaggio, capace di affrontare anche la morte come un folle ballo di gala: «Capisco bene la fascinazione di vivere giorno per giorno della donna che interpreto, il non voler  pianificare nulla e l’afferrare ogni momento di piacere. È un’avventuriera piena di gioia che cerca sempre il suo vantaggio, ma sa anche molto amare. Cerca di vivere al meglio e, se fa del male, lo fa senza volerlo».

Si sente lontana da lei?
Non mi somiglia affatto, ma non solo non la giudico ma capisco la sua spensierata libertà. Non è stato difficile entrare nella sua testa. Mentre come attrice trovo il personaggio straordinario, fuori dagli schemi, una vera occasione per mettermi in gioco.

Come ha vissuto questo set?
Sentendo il piacere del regista di lavorare con gli attori. E ammirata della sua capacità di sfumare la commedia in dramma, affrontare argomenti duri, senza nessuna pesantezza e, non ultimo, raccontare stando sempre dalla parte delle donne, cosa non da poco.

 

SILVIA DI PAOLA

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