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La App che accoppia grazie all'odio

Tendenze

USA C’è chi pensa che ad unirci siano le cose che odiamo. Ed è proprio l'idea principale della nuova applicazione di dating 'Hater', che  mette in contatto chi ha odi in  comuni con te. Come su Tinder, si crea un profilo nel quale si può esprimere non solo cosa ti piace ma anche cosa detesti, per esempio Donald Trump oppure la gente che cammina piano, le T-shirt con lo scollo a v, ecc. Secondo Sam Terris, direttore delle pubbliche relazioni a Hater, questo permette di selezionare coppie perfette.

Come vi è venuta l'idea di Hater?
Hater era in origine uno degli sketch di Brendan Alper, il fondatore di Hater, in una delle sue performance. Dopo di che, parlandone in giro, l’idea è piaciura e siamo passati dalle battute sulle persone unite dalle loro idiosincrasie a una app.

 Come funziona?
Le cose che odiamo la dicono lunga su chi siamo. A volte sono meschine, o imbarazzanti, ma ci complichiamo lla vita se teniamo tutto segreto fino a un secondo o terzo o quarto appuntamento. È la scienza a dire che sono le antipatie comuni ad avvicinare le persone. Ma non serve la scienza per sapere che si entra in meglio in sintonia con qualcuno che come te odia  il burro di arachidi o Harry Potter.

Non c’è il rischio di includere anche le discriminazioni?
Hater assolutamente non dà corda all’hate speech  o  al fanatismo contro razze, religioni, o sul corpo. Il nostro team modera attentamente gli argomenti, e abbiamo una rigorosa politica di espulsione per chiunque abusi nostre linee guida.
 FELIPE HERRERA AGUIRRE/ MWN

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