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Zafferano Dop dal cuore dell'Italia

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Questa è una storia di amore e di attese. Ma anche di ripartenze. In fondo è la storia di un campo coltivato a zafferano nel cuore dell’Italia centrale, nelle colline marchigiane. Siamo ad Acquaviva Picena, quattromila anime in provincia di Ascoli. Qui il terreno argilloso e la giusta esposizione solare creano un microclima ideale per la coltivazione dell’oro rosso.

“Nell'era moderna in queste terre è stata abbandonata come coltura, insieme ad altri giovani agricoltori la stiamo riscoprendo. L'obiettivo è ottenere il DOP regionale, quindi l'origine protetta”, precisa Roberto Tomasone, 33enne di Messina, coltivatore e volontario della guardia nazionale ambientale. Insieme a sua moglie Tiziana Restuccia dalla Sicilia è approdato nelle Marche. E dal centro-Italia ha deciso di ricominciare. La crisi aguzza l’ingegno ed entrambi decidono di affittare mezzo ettaro di terreno.

L'impresa è nata tre anni fa. E i due hanno studiato parecchio. “Con lo zafferano inizi facendo sperimentazioni e ci vuole tanto tempo: un bulbo che pianti ad agosto lo vedi sbocciare ad ottobre”.  Perché la lavorazione dello zafferano è fatta appunto di amore e di attese. “Ci siamo innamorati di questa spezia preziosa e faticosa da coltivare. Per produrne un chilo occorrono ben 400 ore di manodopera”.

Lavoro di zappa e rastrello. Ma anche di computer connessi col mondo intero. Su Zafferanopiceno.it Roberto e Tiziana dialogano con i clienti, postano foto della coltivazione seguendo l’evolversi lento delle stagioni e vendono in rete. “Ci contattano anche dall’estero”.

Poi lo scorso anno il terremoto che ha sconquassato tutto. “Siamo sulla Salaria, a quaranta chilometri in linea d'aria da Arquata e Pescara del Tronto. Col sisma abbiamo deciso di metterci in gioco”, ricorda Roberto.

Così insieme a tanti altri commercianti per Natale ha messo in piedi il progetto “Un cuore per ricostruire". Per far acquistare in rete dai produttori colpiti dal sisma e dare lavoro alle persone terremotate. “Ci hanno dato un magazzino in comodato d’uso gratuito, lì abbiamo iniziato a confezionare cesti natalizi. In venti persone abbiamo realizzato e venduto seimila cesti”.

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

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