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Il mosaico italiano nel mondo grazie al Web

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Vicini alla materia prima: ecco perché Luciano Favret nel lontano 1933 si trasferì dall’amata Venezia nelle terre toscane ricche di marmo con le sue numerose cave. Nasceva così in Versilia il primo laboratorio artigianale per opere in mosaico, ancora oggi punto di riferimento mondiale.

Siamo nel centro storico di Pietrasanta, venticinquemila anime in provincia di Lucca, da secoli capitale della lavorazione artistica del marmo e del bronzo. Qui ha sede la bottega artigiana della famiglia Favret, navigabile online su favretmosaici.com.   

“Lavoriamo per grandi progetti monumentali e realizziamo micromosaici in marmo naturale e smalti veneziani. Tagliamo con tagliolo e martellina, come nella tradizione secolare”. racconta Paolo Favret, 43enne nipote di Luciano e figlio di Fabiano, terza generazione dell’impresa di famiglia.

Con sua moglie e un team di quattro giovani maestri d’arte Paolo realizza mosaici fatti a mano e su misura. Ma non ci sono solo mani, testa, cuore. C’è anche tanta connessione, che consente alla famiglia Favret di vendere in ogni angolo del mondo. “Internet ci ha cambiato la vita: gli strumenti digitali sono particolarmente adatti per promuovere un prodotto di nicchia come il mosaico. Online ci cercano dall'estero: Kazakistan, Stati Uniti, Medio-Oriente, Canada”, precisa Favret.
La digitalizzazione sta facendo crescere l’impresa a due cifre percentuali: +45% di traffico al sito, +20% di contatti dall'estero. “Lavoriamo molto con i social network e grazie al progetto ‘Crescere in digitale’ di Google e Unioncamere è con noi anche un tirocinante che ci guida nella alfabetizzazione digitale”.

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

 

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