Striscia di Gaza
5:00 pm, 2 Marzo 24 calendario

Israele annuncia “pause umanitarie” nel sud della Striscia, arrivano aiuti dagli Usa

Di: Redazione Metronews
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L’esercito israeliano ha annunciato oggi una serie di “pause umanitarie” di quattro ore ciascuna per consentire alla popolazione di Rafah e Dir el-Balah, due località situate nel sud della Striscia di Gaza, di provvedere ai rifornimenti necessari. Lo ha reso noto su X il portavoce militare Avichay Adraee.

Pause umanitarie di 4 ore a Rafah e a Dir el-Balah

A Rafah quelle pause saranno osservate oggi, domani e giovedì nei rioni Jneia, Salam e Sultan. Secondo fonti locali nella città permane una situazione di emergenza costante dopo che, su pressione dell’esercito israeliano, vi sono sfollati oltre un milione di palestinesi originari da altre zone della Striscia.

A Dir el-Balah la sospensione delle attività militari invece avrà luogo lunedì, martedì e mercoledì nei rioni Jaffa, Sheikh Yamani e Salam. In questa località, aggiungono fonti locali, la situazione sembrerebbe ancora sotto controllo poiché le forze di terra israeliane, malgrado siano impegnate nella vicina Khan Yunis, non sarebbero ancora entrate. 

I negoziati per la tregua riprenderanno domani

I negoziati per concordare una tregua nella Striscia di Gaza tra Israele e Hamas riprenderanno domani, domenica, al Cairo con la partecipazione “di tutte le parti” come riferito dalla televisione egiziana Al Qahera, molto vicina al governo, una fonte di alto livello dell’intelligence egiziana, aggiungendo che l’Egitto sta facendo grandi sforzi per concordare una cessazione delle ostilità prima dell’inizio del mese sacro musulmano del Ramadan, che comincerà tra il 10 e e l’11 marzo, secondo il calendario lunare.

Israele e Hamas si incontrano nella capitale egiziana

Una fonte della sicurezza ha assicurato all’agenzia Efe, rimasta anonima, che una delegazione di Israele e un’altra di Hamas atterreranno domani nella capitale egiziana per partecipare agli incontri.

La ripresa dei colloqui arriva dopo un’intensa settimana di contatti che ha portato i mediatori a incontrarsi a Parigi e Doha per stabilire una bozza di accordo che consentirebbe una tregua di circa sei settimane e uno scambio di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane con ostaggi nelle mani di di Hamas.

L’inizio del Ramadam, il 10 marzo, è il “tempo limite” per la cessazione delle ostilità

Proprio ieri, il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shukri, ha affermato in un forum dalla Turchia che l’inizio del Ramadan è il “tempo limite” per concordare la cessazione delle ostilità, poiché se la guerra continua durante il mese sacro del digiuno musulmano, avrà “conseguenze molto terribili”.

Hamas insiste affinché una tregua temporanea sia accompagnata da un accordo per la cessazione delle ostilità in una seconda fase, alla quale si oppone Israele, il cui governo è deciso a proseguire l’offensiva di terra a Rafah, la cittadina all’estremità meridionale della Striscia e al confine con l’Egitto dove sono ammassati più di 1,4 milioni di sfollati palestinesi.

Iniziati i lanci di aiuti umanitari Usa a Gaza

Sono iniziati i lanci di aiuti umanitari statunitensi a Gaza. Lo hanno riferito due funzionari statunitensi, come riporta la Cnn. Il presidente americano, Joe Biden, ieri, aveva annunciato che gli Stati Uniti avrebbero iniziato a lanciare aiuti. «Gli aiuti che arrivano a Gaza non sono assolutamente sufficienti», ha dichiarato. Secondo un funzionario statunitense, tre C-130 statunitensi hanno lanciato sabato forniture umanitarie su Gaza. Sono stati sganciati in totale 66 pacchi, 22 da ciascun aereo, ha detto il funzionario. I pacchi lanciati sono pasti per la popolazione, ma niente acqua o forniture mediche.

La Casa Bianca anticipa per i prossimi giorni e settimane nuovi lanci di aiuti umanitari sulla Striscia di Gaza, dopo quello di oggi che è stato considerato “un successo”, come ha riferito una fonte dell’Amministrazione. Il dipartimento della Difesa sta già organizzando altri voli.

In 15 mila alla marcia per gli ostaggi arrivata a Gerusalemme

Intanto, in 15 mila si sono uniti alla marcia per gli ostaggi, partita mercoledì da Rèim – il sito del festival musicale Supernova, teatro di una delle pagine più sanguinose dell’attacco di Hamas il 7 ottobre – e diretta a Gerusalemme dove è arrivata in serata. I familiari dei rapiti, nelle mani di Hamas dall’attacco del 7 ottobre, guidano il corteo parlando alla folla. Ognuno di loro sceglie una canzone da dedicare al proprio caro, come colonna sonora per le migliaia di manifestanti che camminano lungo l’autostrada per Gerusalemme.

La folla si è riunita a Paris Square, vicino alla residenza del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. Fra gli oratori sul palco, le madri di Avinatan Or e Romi Gonen, un ragazzo e una ragazza rapiti al rave Supernova. Si sono presentate insieme per sottolineare l’unità nel chiedere la liberazione dei figli, malgrado provengano da ambienti molto diversi dal punto di vista politico e religioso, riferisce Times of Israel.

2 Marzo 2024
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