ultima generazione
4:30 pm, 19 Gennaio 23 calendario

Imbrattò di vernice la Scala, ma per i giudici non è pericoloso

Di: Redazione Metronews
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Per i giudici della Sezione misure di prevenzione del tribunale di Milano Simone Ficicchia, uno dei giovani militanti di Ultima Generazione che il 7 dicembre scorso, ha imbrattato di vernice la parete e le porte del Teatro alla Scala la sera della Prima non deve stare in carcere come invece aveva chiesto la questura di Pavia.

La decisione arriva dopo l’udienza dello scorso 10 gennaio. Nel decreto si riporta il lungo elenco di azioni che lo studente di Voghera ha messo in atto per manifestare a favore dell’ambiente, proteste pacifiche che gli sono costate quasi 40 denunce e una ventina di fogli di via. Tra gli atti di dissenso alcuni blocchi stradali a Roma, l’irruzione all’acquario di Genova e agli Uffici a Firenze, l’interruzione di una rappresentazione teatrale a Lucca e di una competizione sportiva di beach volley.

Vernice alla prima della Scala

Ficicchia, 20 anni, viene descritto, dalla pubblica accusa, come “esponente di punta” di Ultima Generazione, ma per il tribunale prevalgono le ragioni della difesa: «Non vi è proporzione – le parole in aula del difensore, l’avvocato Gilberto Pagani, intervenuto lo scorso 10 gennaio – tra le azioni di cui Ficicchia è accusato e la sua personalità e i provvedimenti richiesti». Oggi la decisione del tribunale che sottolinea come esiste «un preciso obbligo di fondare il giudizio di pericolosità sociale su fatti certi (concretezza della pericolosità), perché o accertati in sentenze irrevocabili o, se ancora in corso di accertamento, dotati di gravità indiziaria, escludendo dagli elementi di prova valutazioni meramente soggettive dell’autorità proponente che non siano supportate da riscontri fattuali oggettivi». Il tribunale non ritiene sussistano i presupposti per l’applicazione di una misura di prevenzione personale di un anno, chiesta dalla pubblica accusa, perché Ficicchia ha più denunce ma nessuna condanna, «fermo restando la possibilità – concludono i giudici – di una rivalutazione in futuro della situazione sulla base di nuove e più gravi emergenze».

 

19 Gennaio 2023
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