vaiolo delle scimmie
3:53 pm, 26 Maggio 22 calendario

Vaiolo, cinque nuovi casi a Milano, Verona e Bologna

Di: Redazione Metronews
nuovi casi
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In Italia cinque nuovi casi positivi al vaiolo delle scimmie. Quattro sono stati certificati in Lombardia: uno al San Raffaele di Milano, due all’Ospedale Niguarda di Milano con positività diagnosticata dai laboratori del San Matteo di Pavia e uno all’ospedale di Verona tutti riconducibili a cluster internazionali); primo caso positivo anche in Emilia-Romagna al Sant’Orsola di Bologna. «Abbiamo attivato la nostra rete di sorveglianza sia a livello europeo che nazionale. Abbiamo un numero limitato di casi. Bisogna tenere alta l’attenzione ma senza allarmismi. È una situazione completamente diversa rispetto a quando abbiamo affrontato il Covid», ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza. Sul vaiolo delle scimmie «non serve alcun allarmismo – ha ribadito Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute – anche se è comprensibile perchè dopo che abbiamo attraversato il Covid qualunque nuovo virus crea allarme. Ma si tratta di due cose completamente diverse. Non è proprio possibile che questo vaiolo delle scimmie possa riprodurre ciò che abbiamo visto con i Covid».

Aumentano i nuovi casi

Intanto sono saliti a 219 i casi confermati di vaiolo delle scimmie in tutto il mondo al di fuori dei Paesi in cui la malattia è endemica, secondo un rapporto pubblicato dall’Agenzia per le malattie dell’Unione europea. Un totale di 19 Paesi in cui la malattia è insolita, la maggior parte in Europa, hanno segnalato almeno un caso confermato, indica il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie in una nota epidemiologica, precisando che: «Non ci sono stati decessi».

«Non serve il vaccino»

«Non credo si debba arrivare alla vaccinazione come in Francia. Stiamo parlando di un virus a Dna che ha modalità di diffusione non tali che deve metterci nelle condizioni di pensare a un’epidemia generalizzata a breve termine». Ne è convinto il professor Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all’Università di Milano che tranquillizza sulla diffusione del vaiolo delle scimmie. «I rapporti costi-benefici ci dicono che non c’è necessità di pensare a un vaccino per questa malattia – ha aggiunto – anche perchè la letalità è molto bassa, almeno nei Paesi occidentali, mentre va fatta una sana operazione di contenimento epidemiologico». «La vaccinazione post-esposizione (idealmente entro quattro giorni dall’esposizione) può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici». È quanto si legge in una circolare del ministero della Salute in merito al vaiolo delle scimmie.

26 Maggio 2022
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