Torino
9:17 pm, 4 Maggio 22 calendario

A migliaia a Superga per ricordare il Gran Torino

Di: Redazione Metronews
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Dopo lo stop provocato dalla pandemia migliaia di tifosi sono tornati a rendere omaggio al Grande Torino, a 73 anni esatti da quel maledetto mercoledì 4 maggio 1949 quando l’aereo che stava riportando a casa la squadra dopo un’amichevole disputata a Lisbona contro il Benfica si schiantò sulla collina di Superga: nello schianto morirono 27 persone tra giocatori, dirigenti, staff tecnico e giornalisti, e 4 componenti dell’equipaggio.

Debutto del sindaco a Superga

Nella Basilica di Superga per la funzione religiosa celebrata da don Riccardo Robella, cappellano dei granata, presenti il patron Urbano Cairo, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, l’ex portiere Stefano Sorrentino, gli ex Claudio Sala e Angelo Cereser, il presidente della Regione, Alberto Cirio, la senatrice Licia Ronzulli, Per un emozionato sindaco è stato un debutto: «Una squadra “grande” non solo sul campo, ma soprattuto nella vita perché interpreti di una stagione che vedeva in loro la voglia di ripartenza. Ho appreso il senso, la commossa partecipazione del 4 maggio, da Don Aldo Rabino, una persona al cui ricordo sarò sempre legato», ha affermato. La Mole in serata si è colorata di granata, come segno della partecipazione della città.
Sottoscritto ieri un accordo con l’amministrazione comunale che permette al Circolo Soci Torino FC 1906 le opere di manutenzione, fino al 2026, dei loculi del Grande Torino al Cimitero Monumentale e della lapide presente a Superga.

Cairo: “Sempre molto toccante”

«Venire qui al Cimitero Monumentale dove ci sono le tombe dei ragazzi del grande Torino è sempre molto toccante». Urbano Cairo sente l’emozione del ricordo della tragedia di Superga, come la sente tutta Italia e non solo, visto che è nei pensieri di molti appassionati sparsi in tutto il mondo.
«Era una squadra straordinaria che ha battuto tutti i record, una squadra che ha dato una spinta veramente forte a tutto lo spirito degli italiani, era amata da tutti gli appassionati, dava 10 giocatori alla Nazionale, era veramente qualcosa di unico, inimitabile, irripetibile – spiega il presidente del club granata -. Se 73 anni dopo siamo qui a ricordare con questa emozione quella squadra, vuol dire che ha lasciato un ricordo unico. La gente che viene qui oggi a Superga non ha mai visto giocare quel Torino, ma la sua storia è stata tramandata di padre in figlio e non mi riferisco soltanto al popolo granata, tanti tifosi anche non del Toro ricordano il Grande Torino».

Poi c’è il Toro di oggi, quello protagonista di un buon campionato con Juric in panchina e un giocatore come Bremer al centro della difesa. «Bremer è con noi dal 2018, siamo al quarto anno insieme. Quando arrivò non era quello di oggi, lì fece un gran lavoro Mazzarri che da questo punto di vista è stato un grande maestro per lui, poi il ragazzo è cresciuto grazie alle sue qualità, alle sue capacità di altissimo livello anche umanamente. Non molla mai, non è mai stanco di impegnarsi e di lavorare per migliorarsi, fisicamente è cresciuto in maniera incredibile, ha un tempismo assoluto, quest’anno li ha annullati praticamente tutti. E’ stata un’annata molto speciale per lui», ha spiegato Cairo. Non si può dire altrettanto per l’annata di Andrea Belotti, condizionata da una lunga serie di infortuni. Il capitano è in scadenza di contratto, il suo futuro potrebbe non essere granata ma non è detta l’ultima parola. «Di lui ne abbiamo parlato moltissimo, meglio non parlarne più e vedere se accadrà qualcosa di diverso da quello che mi aspetto. Io spero che rimanga, ci mancherebbe – ammette Cairo -. E’ con noi da 7 anni, ha fatto oltre 100 gol, è il secondo miglior marcatore del Toro, saremmo felici se restasse con noi, ma non ne parliamo più, magari qualcosa accade…».

4 Maggio 2022
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