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6:13 pm, 8 Settembre 21 calendario

Brunetta contro lo smart working all’italiana

Di: Redazione Metronews
Brunetta contro lo smart working all'italiana
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Brunetta contro lo smart working all’italiana: «Un lavoro senza contratto, senza obiettivi, senza tecnologia, senza sicurezza», ancor meglio «un lavoro a domicilio all’italiana». Parole del ministro della Pa che, rispondendo al question time alla Camera, ha aggiunto: «C’è una bellissima definizione, edizione inglese, che dice che è un lavoro self service all’italiana da casa. Pensare di proiettare nel futuro questo tipo di organizzazione nata nell’emergenza mi sembra un abbaglio».

Brunetta contro lo smart working all’italiana

«Lo smart working – ha spiegato Brunetta – che è stata la risposta emergenziale al lockdown per i dipendenti pubblici, può essere pensato come modello per il futuro? Bisogna fare attenzione, perchè questa modalità, costruita dall’oggi al domani spostando l’organizzazione del lavoro pubblico dalla presenza al remoto, a casa, è senza contratto, senza obiettivi, senza tecnologia. Non è smart working, è lavoro a domicilio». Brunetta ha precisato quindi di aver dato mandato all’Aran «di contrattualizzare lo smart working. Tutto quello che è stato fatto in lockdown è stato fatto senza regole contrattuali e mi sono preoccupato delle regole che non c’erano. Siccome io sono un vecchio socialista, un vecchio esperto di relazioni industriali e sindacali mi sono preoccupato prima di tutto di una regola contrattuale che non c’è mai stata».

Non garantiti i servizi pubblici essenziali

«Il lavoro da remoto ha funzionato durante il lockdown laddove era già regolato, strutturato con una piattaforma digitale già esistente – ha proseguito Brunetta – se è così fantastico il lavoro da remoto perchè cittadini e imprese sono così arrabbiati leggendo sugli uffici periferici pubblici e privati “chiuso per smart working”? Il lavoro agile non ha garantito i servizi pubblici essenziali. Quelli li hanno garantiti i lavoratori della sanità, i medici e gli infermieri, i lavoratori della sicurezza, carabinieri e poliziotti, in progress i lavoratori della scuola. I lavoratori in smart working non hanno affatto garantito questi servizi».

8 Settembre 2021
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