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La nostra Fase 3

Stefano Pacifici

E’ un po’ anche la nostra Fase 3, quella che si sta aprendo per noi. Frenati dal lockdown integrale che ci ha costretti a tenere ferme le rotative di Metro: i trasporti erano inchiodati, le persone non potevano uscire di casa, la stessa distribuzione nei luoghi consueti per un free press sarebbe stata pressoché impossibile. Ora che il coronavirus ha parzialmente mollato (ma bisogna ancora stare attenti, e non ha mollato di sua volontà, ma grazie a un generale, collettivo grande senso di responsabilità degli italiani), siamo di nuovo in pista. Siamo rientrati sul web ormai da tempo, adesso ci reincontriamo di nuovo anche fisicamente e riprendiamo il nostro viaggio di carta.

In mezzo a questo periodo di fermo, abbiamo messo anche un passaggio di proprietà del giornale con un editore nuovo che ha rilevato la proprietà con grande entusiasmo. A lei, nella persona di Paola Garagozzo, il mio augurio di buon lavoro con la certezza che garantirà sempre la serietà, la passione, il dna di un giornale grande come Metro. Metro che tra poco scavallerà anche un traguardo enorme, i suoi primi vent’anni da free press in Italia. Avremo il tempo di raccontarci. Ma il mio saluto e il mio grazie va anche a Mario Farina, che negli ultimi undici anni, ha dedicato come editore anima e corpo a questo quotidiano, garantendo con grande correttezza la sua indipendenza, economica e soprattutto giornalistica.

Quello che invece è sul campo dopo il grande lockdown, adesso, per noi italiani sfiancati dal virus, è la grande voglia di risollevarsi dalle macerie di un tessuto produttivo anestetizzato. Una anestesia dalla quale dovremo cercare di uscire al più presto,  la voglia di ripartire c’è e si vede. Con la decisione e la volontà che possiamo metterci noi, certo. Ma anche e soprattutto con scelte chiare, veloci, trasparenti e di lunga visione da parte di chi siede sulle poltrone che contano. Ora più che mai.

STEFANO PACIFICI

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