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Caos Ama Il Cda lascia

ROMA RIFIUTI

ROMA città«Non si gestisce il problema dei rifuti con l’ideologia. Sono deluso e incavolato nero, se il piano per Ama era un altro ce lo potevano anche dire subito». Sono parole durissime, quelle espresse ieri da Massimo Ranieri, consigliere d’amministrazione di Ama, dopo aver rassegnato le dimissioni assieme all’ad Paolo Longoni e alla presidente Luisa Melara.

Le ragioni dell’addio
In una lunga lettera i vertici hanno elencato i motivi che li hanno convinti a lasciare la guida della società che gestisce la raccolta e il trattamento dei rifiuti capitolini, partecipata al 100% dal Comune. Tra questi, la mancanza di comunicazione con il Campidoglio, il mancato sblocco di risorse risalenti al 2009 (30 milioni di euro) e al 2014 (104 milioni), oltre all’impasse dei 18 milioni di euro relativa ai servizi cimiteriali, che ha “congelato” il Bilancio Ama del 2017. Il cda uscente nell’assicurare la continuità del servizio, grazie a un accordo tra Lazio, l’Abruzzo e le Marche per conferire i rifiuti in queste due regioni, ha ribadito la necessità di realizzare una discarica di servizio a Roma.

Al momento il Comune ha designato come amministratore unico di Ama Stefano Zaghis, fedelissimo dell’ex presidente del Consiglio comunale Marcello De Vito. 

Le dimissioni hanno scatenato l’ira dei sindacati, che ieri hanno comunicato l’addio alla cabina di regia istituita lo scorso 5 luglio per far fronte alla crisi delle partecipate. «Visto il mutismo della sindaca non possiamo che prendere atto dell’evaporazione dell’esperienza della cabina di regia istituita con il protocollo dell’8 luglio e ritirare la nostra firma. Non ci prestiamo a questo gioco sulla pelle dei lavoratori. L’assemblea cittadina del 15 ottobre sarà solo il primo passo di una vertenza necessaria ad evitare che la mancanza di responsabilità del Campidoglio venga pagata dai cittadini e dai lavoratori, che vengono per l’ennesima volta lasciati in balia di eventi ormai inspiegabili».

Il silenzio della sindaca
Sul piede di guerra anche le opposizioni che ieri in Campidoglio hanno chiesto invano che la sindaca riferisse in aula. Al suo posto ha parlato l’assessore capitolino al Bilancio Gianni Lemmetti: «Roma Capitale non ha mai fatto mancare il proprio sostegno finanziario e amministrativo ad Ama Spa. Gli uffici capitolini stanno regolarmente liquidando le fatture del contratto di servizio presentate dall’azienda nell’ambito dei rapporti di compensazione. Non c’è alcuna ragione per paventare una crisi aziendale derivante da un presunto mancato sostegno finanziario del Comune».   L’assessore ha poi rilevato «La regolarità e correttezza dei bilanci sono il presupposto per garantire la solidità di Ama e tutelare i tanti lavoratori impegnati per assicurare i servizi alla città».

Sui rifiuti sono saltati 4 cda in tre anni
La governance di Ama è cambiata 4 volte in 3 anni: nel 2016 lasciò Alessandro Solidoro, sostituito da Antonella Giglio. Nel 2017 si insediò Lorenzo Bagnacani. Nel 2019 il cda che si è dimesso ieri.

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