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3:37 pm, 12 Aprile 22 calendario

L’ambasciata ucraina: “Difficile Via Crucis a fianco dei russi”

Di: Redazione Metronews
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Difficile una Via Crucis con ucraini e russi a fianco. L’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, raccoglie la preoccupazione «in molte altre comunità» per l’idea che una famiglia russa e una ucraina possano partecipare insieme e «portare la Croce» durante la Via Crucis al Colosseo. «Stiamo lavorando sulla questione cercando di spiegare le difficoltà della sua realizzazione e le possibili conseguenze», ha scritto su Twitter.

La Via Crucis ideata dal Vaticano

La decisione era stata comunicata dalla Sala Stampa vaticana, e prevedeva una famiglia russa ed una famiglia ucraina, insieme, incaricate di portare la croce e fare le meditazioni della tredicesima stazione della Via Crucis che, il Venerdì Santo, Papa Francesco percorrerà al Colosseo. La tredicesima stazione è considerata una delle più strazianti del percorso: rappresenta il momento in cui Cristo è deposto dalla Croce ed il suo corpo viene riconsegnato alla Madonna. Un momento particolarmente profondo della Passione, che ha ispirato centinaia di opere d’arte la più famosa delle quali è la Pietà di Michelangelo, conservata in Vaticano. La scelta andava a saldare perfettamente il tema scelto da tempo per la Via crucis di quest’anno, la famiglia a cinque anni dalla pubblicazione della Amoris Laetitia, e la guerra che sta sconvolgendo l’Ucraina, le sue famiglie e le famiglie russe che hanno soldati inviati al fronte.

L’infermiera ucraina e la studentessa russa

«Quando ci siamo incontrate poco dopo l’inizio della guerra, Albina è venuta nel reparto. Io ero di turno. E’ bastato il nostro sguardo: i nostri occhi si sono riempiti di lacrime». A parlare all’Osservatore Romano è l’infermiera ucraina Irina che con la studentessa russa del corso di infermieristica Albina, dovrebbe guidare la tredicesima Stazione della Via Crucis venerdì al Colosseo. «Mi emoziono sempre nel ricordare che Albina ha cominciato a chiedermi scusa. In quel momento era veramente inconsolabile. Non riuscivo a consolarla. Lei si sentiva in colpa e mi chiedeva scusa. Io la rassicuravo che lei non c’entrava niente in tutto questo», continua Irina.

Irina racconta anche come è nata l’amicizia con Albina, all’interno del reparto di cure palliative «Insieme nella cura». «Il nostro incontro è avvenuto proprio in questo luogo molto delicato. Dal primo momento, il nostro legame è stato molto naturale. E’ nata questa una amicizia in modo spontanea. E quindi, ogni volta che ci incontravamo, era una emozione». In un momento in cui sembra prevalere la logica della divisione, Irina sottolinea come la parola «insieme» l’accompagni anche nel lavoro «e sicuramente – aggiunge -, in questo momento, insieme si potrebbe fare tanto». «L’umanità si deve unire insieme per cercare di trovare la pace e una soluzione a tutto quello che sta accadendo». Durante la Via Crucis, cosa chiederai a Dio? «Sicuramente pregherò con tutto il mio cuore per la pace, per tutti gli esseri umani, per tutti quelli che soffrono e per le persone che hanno perso la vita senza poter avere accanto i loro cari».

12 Aprile 2022
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