Se l’informatica entra nelle auto…virus compresi

In questi ultimi mesi si sta assistendo ad una diffusione massiva di piattaforme software automotive. Apple, Google ed anche Microsoft pensano a proposte da fare alle varie case automobilistiche. Ma a cosa dovrebbe servire un sistema operativo tra le meccaniche e le elettroniche di un’auto?
Sicuramente a integrare le varie parti, a mettere a disposizione un computer di bordo e a gestire tutte le parti elettroniche a governo di una macchina del 21° secolo, dall’ABS al controllo del risparmio energetico, dall’accensione automatica di luci e oggetti alla sicurezza attiva e passiva. Non si esclude anche la possibilità di far parte di una rete “liquida” di dispositivi sulle strade che immettono on line informazioni utili al fine di evitare incidenti o di evitare code. Auto intelligenti che “comunicano” tra di loro e “si mettono d’accordo”.
C’è un aspetto che molto probabilmente rischia di passare in secondo piano. Se la storia ci insegna che l’esperienza è la migliore maestra forse sarebbe il caso di ricordare quante epidemie virali ci sono state in passato e quanto queste abbiano paralizzato diversi sistemi informativi e milioni di pc.
Non è molto lontana l’ipotesi di qualche software malevolo che si diffonda tra auto magari bloccando il controllo da parte dell’automobilista o comunque mettendo il computer di bordo fuori uso anche mentre è in movimento.

Previsione catastrofista, per carità, ma sicuramente da tenere in considerazione perché la cosiddetta “internet delle cose” non sempre verrà usata a fin di bene.

Blog di: 
Salvo Amato