Nel 2020 più morti dal secondo Dopoguerra

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ROMA "Nel 2020 il totale dei decessi per il complesso delle cause è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 decessi, 100.526 decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso)”. È quanto emerge dal rapporto Istat-Iss sull'impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità della popolazione residente nel 2020 e nel primo quadrimestre 2021, in cui l’evoluzione della mortalità è stata confrontata, a parità di periodo, con la media dei decessi del quinquennio 2015-2019. 

 Dall’inizio dell’epidemia, ossia da marzo 2020, sono stati registrati nel Sistema di Sorveglianza Nazionale integrata Covid-19 dell’ISS 120.628 decessi con data di morte entro il 30 aprile 2020.
 Nei grafici riportati, si evidenzia che la curva dei decessi, analogamente a quella dei casi, mostra una seconda fase di crescita a partire da settembre 2020. Pur essendo il numero dei casi con diagnosi confermata con Covid-19 più elevato nella seconda ondata, il numero assoluto di decessi si mantiene leggermente più basso rispetto alla prima. Questo dipende principalmente dal fatto che nella seconda ondata è stato diagnosticato una maggior numero di casi asintomatici e relativamente giovani con un minor rischio di decesso. L’esperienza dei servizi nell’affrontare l’emergenza e le migliorate conoscenze in merito a possibili trattamenti terapeutici possono avere ulteriormente contribuito alla diminuzione della letalità tra i casi diagnosticati con Covid-19 nella seconda ondata.
 Il numero più alto di decessi giornalieri si registra il 28 marzo del 2020 con un totale di 928 decessi, mentre se si considera solo la seconda ondata epidemica, il 19 novembre (805 decessi). Dal 1 gennaio 2021 al 30 aprile sono stati riportati alla Sorveglianza 42.957 decessi. Se si considerano i soli mesi di marzo e aprile 2021 rispetto al 2020 i decessi riportati sono 21.004 rispetto ai 30.064 degli stessi mesi del 2020. Complessivamente dall’inizio dell’epidemia il numero di decessi è avvenuto prevalentemente tra gli uomini (56,7%). 

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