Zampaglione firma la regia di “Morrison”

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CINEMA Torna dietro la macchina da presa Federico Zampaglione per il suo film Morrison, il cinema da giovedì. Liberamente tratto dal suo romanzo Dove tutto è a metà, scritto insieme a Giacomo Gensini e pubblicato da Mondadori, il quarto film del frontman dei Tiromancino non è un horror, genere fino ad ora da lui prediletto (Nero bifamiliare, Shadow, Tulpa), ma parla di musica. 

Al centro ci sono il giovane Lodo, interpretato da Lorenzo Zurzolo e la sua band e Libero, un ex rockstar in cerca del grande rilancio, che ha il volto di Giovanni Calcagno. Nel cast anche Carlotta Antonelli, Giglia Marra, Riccardo De Filippis e Adamo Dionisi

«È un progetto nato per caso come alcune canzoni che arrivano quando meno te le aspetti. A differenza dell’horror qui c'è un pò della mia vita grazie a questa atmosfera legata alla musica con i suoi fumi e i suoi colori - racconta Zampaglione -, ma le vicende sono quelle umane, dagli innamoramenti alle delusioni. Di musica ne ho fatta tanta. Ho avuto momenti di grande successo e momenti di buio totale. Ovviamente se stai sotto i riflettori questi momenti sono amplificati. Con questi ragazzi ho rivissuto l’energia scoppiettante e incontrollabile della giovane rock band. È un lavoro che mi ha riportato indietro nel tempo. C'è anche un pò del mio vissuto dal punto di vista sentimentale».

Per questo film Zampaglione ha educato alla musica sia Zurzolo che Calcagno.

«Ho portato in radio Lorenzo e gli ho regalato una chitarra perché non sapeva suonare. Gli ho detto di suonarla perché gli strumenti, come le persone, non possono stare soli. Io non volevo che le canzoni fossero in playback perché sarebbe stato un effetto posticcio. Per fortuna lui ha scritto “Solo Solo”, un brano un pò indie nel quale non serve una voce stratosferica e lo ha potuto cantare in prima persona».

«Da autodidatta ho provato a strimpellare qualche accordo con la chitarra che mi aveva regalato Zampaglione - racconta Lorenzo Zurzolo - Mi sono molto appassionato e penso che continuerò a suonare. E poi ho fatto una full immersion di musica rock prima del film»

Anche Calcagno canta la canzone “Di sale e di fuoco”, cavallo di battaglia del suo personaggio, e suona la chitarra e il piano. 
«Quattro mesi fa ho iniziato a suonare il piano. Credo che la colpa sia di Federico Zampaglione. Il mio personaggio impersona il sapore bruciante del fallimento, di chi tocca il fondo».

Tra le guest star musicali del film anche Ermal Meta e Alessandra Amoroso.

«Alessandra - conclude Zampaglione - è l’artista femminile che mi piace di più in questo momento. È istintiva, genuina e umile. Si è messa alla prova come attrice, ce l’ha messa tutta ed è risultata molto naturale. Con Ermal la cosa più difficile è stata concentrarci per non ridere perché abbiamo un rapporto molto giocoso. È bello che dei colleghi hanno accettato in modo amichevole di partecipare perché c'è un pò di musica in questa riapertura».

METRO

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