Calenda: "Niente accordi se arrivo al ballottaggio"

  • Roma

"Io non faccio accordi. Questo deve essere molto chiaro. Se arrivo al ballottaggio io chiedo ai cittadini romani di votarmi perché se ricomincio daccapo con la storia dell'accordo con Raggi allora meglio che non divento sindaco e non faccio niente". A dirlo è stato  il candidato sindaco di Azione Carlo Calenda.

"A Roma - ha aggiunto - è difficile essere eletti sindaco come è quasi impossibile fare il sindaco e per farlo io devo avere la maggioranza in Consiglio comunale perché se ci vado con quelli che hanno bloccato Roma tra cui molti della classe dirigente del Pd così come della destra e del M5S, io non cambio niente e allora preferisco non farlo".

 Il ballottaggio tra Raggi e Gualtieri? "Io darò indicazione di votare Gualtieri, è chiaro", mentre il Pd sul secondo turno "è stato molto chiaro. Se dovessimo andare io e la Raggi loro voterebbero la Raggi. La loro direttrice è Gualtieri e se non passa Gualtieri daranno indicazione di votare la Raggi".  Sulle parole di Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, Calenda ha affermato: "Bertolaso? C'è una forma di alienazione ed è un po' quello che è successo con Zingaretti. Io non lo so, magari fanno tutta questa cosa e poi arriva Gasparri". Ma Gasparri si sta auto candidando? "Mi pare di sì. E io sono molto favorevole alla sua candidatura. Penso e spero che sarà chiaro che Roma non può avere Gasparri come sindaco", ha concluso.

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