Caccia e tank israeliani attacco pesante a Gaza

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Aviazione e truppe di terra "stanno attualmente conducendo attacchi su obiettivi nella Striscia", ha spiegato un portavoce dell'esercito israeliano. Un attacco pesante con il quale la guerra tra Israele e Hamas  entra in una nuova fase con l'offensiva lanciata contro Gaza. Non una vera e propria invasione, ma intensi bombardamenti dell'artiglieria e dei caccia a cui il movimento islamico ha risposto con il lancio di oltre 50 razzi verso le città costiere di Ashdod Ashkelon e vicino all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.     "Ho detto che avremmo fatto pagare un prezzo molto alto ad Hamas, lo facciamo e continueremo a farlo con grande intensità", ha assicurato il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, "l'ultima parola non è stata detta e questa operazione proseguirà per tutto il tempo necessario". Ad aggravare il quadro c'è stato anche il lancio dal Libano di razzi diretti verso Israele ma finiti in mare. 

Israele ha ammassato 4 mila uomini al confine con la Striscia e ha richiamato altri riservisti. I bombardamenti hanno preso di mira la catena di comando e di intelligence di Hamas e della Jihad e i lanciatori dei micidiali razzi anti tank.

I combattimenti dopo cinque giorni sembrano intensificarsi con il numero di morti palestinesi che ha superato i 100 (tra cui 27 minorenni) con 580 feriti. Un'intera famiglia, compresi 4 bambini e la madre incinta, è rimasta uccisa in un bombardamento israeliano nella zona di Sheikh Zayed, nel nord di Gaza, che ha provocato almeno 11 morti e 50 feriti, secondo quanto ricostruito dall'agenzia palestinese Wafa.  Sette finora le vittime israeliane degli oltre 1.600  razzi lanciati da Gaza a cui si sono ultimamente aggiunti i droni esplosivi di tecnologia iraniana e i nuovi razzi Ayash250 che avrebbero una gittata di 250 chilometri.

Per domenica è stata convocata una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu in videoconferenza che si sarebbe dovuta tenere venerdì, come richiesto da Tunisia, Norvegia e Cina. Erano stati gli Stati Uniti a opporsi a questa data chiedendo uno slittamento alla prossima settimana "per dare tempo alla diplomazia". Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha espresso "profonda preoccupazione per la violenza nelle strade di Israele". "Riteniamo che israeliani e palestinesi abbiano diritto in eguale misura a libertà, sicurezza, dignità e prosperità", ha aggiunto il capo della diplomazia Usa. Il presidente Joe Biden ha avuto una conversazione con Netanyahu e ha fatto sapere che intende sentire i leader della regione. Dopo aver ribadito "l'incrollabile sostegno" per il "diritto di Israele all'autodifesa", Biden ha espresso la speranza che questa escalation "possa fermarsi quanto prima". Gli Stati Uniti hanno invitato i propri cittadini a riconsiderare eventuali viaggi verso Israele e i Territori palestinesi alla luce dell'escalation di violenze e combattimenti nella regione. 

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