Smart working, 80% si ritiene più produttivo

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Con lo smart working aumenta la produttività a differenza di quello che si sospettava all’inizio. Emerge dallo studio Marketers State of Remote Working 2021 promosso da Marketers, il più grande movimento di imprenditori digitali. Dalle interviste effettuate, emerge che l’80% ritiene di essere più produttivo senza obblighi di orario e cartellini da timbrare, lavorando più di 40 ore a settimana nel 37% dei casi. Questo, però, non ha generato sensazioni negative: la fetta maggiore degli intervistati, il 39%, sostiene di lavorare il giusto, forse come risultato del lockdown, che ha spinto tanti a concentrare le proprie energie sul lavoro per distogliere i pensieri dalla pandemia. 

L’analisi di Marketers si è poi spostata sulle applicazioni impiegate per comunicare con i colleghi, da cui è emerso che le più utilizzate sono WhatsApp e le e-mail, seguiti dagli strumenti di videocall come Skype, Zoom e Google Meet. Anche in questo caso, il 59% dei soggetti coinvolti dichiara di subire un boost alla propria produttività grazie a questi strumenti.

Sul podio dei tool di lavoro ci sono invece Google Drive, Google Calendar e Google Docs. 
Dal sondaggio, il cui obiettivo era quello di comprendere l’evoluzione del futuro da remoto, è risultato che il principale ostacolo al suo sviluppo sia l’inesperienza e lo scetticismo nei confronti del cambiamento. “Tra gli intervistati i dipendenti sono coloro che più di tutti ne hanno tratto beneficio, sia in termini economici che di risparmio di tempo per se stessi.

Di contro, permane il rischio di portarsi il lavoro sempre con sé e, specialmente per i dipendenti, di perdere il contatto umano con i colleghi, con conseguente difficoltà nel comunicare e nell’organizzare il lavoro.
 

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