Fonseca, allenatore solo nella Roma già di Mourinho

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CALCIO Fonseca è un uomo solo,comandante di una nave da cui sa che dovrà scendere presto per essere sostituito, una volta in porto. Oltre che un bravo allenatore dal profilo internazionale, resta anche un gran signore, per come si è comportato con una società che aveva avviato le trattative con Mourinho ben prima della disfatta di Manchester: quando la Roma fece l'impresa di eliminare l'Ajax dall'Europa League, per esempio, il suo destino era già scritto da chissà quanto tempo. 

In conferenza stampa, prima di affrontare l'Inter, il tecnico della Roma ha chiarito di non voler commentare quale squadra lascerà a José Mourinho («non faccio questi commenti. Abbiamo un buon rapporto, non c'è alcun problema»), concedendosi solo una sacrosanta considerazione sulla straordinaria "morìa" di giocatori che lo ha privato degli interpreti migliori nei momenti più importanti: «Quest’anno non abbiamo avuto problemi particolari fino ad un certo punto, poi a marzo con tante partite e sempre gli stessi giocatori, ci sono stati tanti infortuni». 

La corsa a blindare il settimo posto conta forse per la società, ma relativamente poco per i tifosi, in una città già d'un tratto innamorata pazza di Josè Mourinho, che parla, scrive o legge solo cose sul prossimo mercato e più in generale sui sogni di grandezza che ogni cambio di gestione porta nella sua valigia. 

«Il mio futuro sono le prossime quattro partite. Chi rappresenta la Roma deve giocare per vincere. Chi scende in campo deve difendere questa maglia», ha detto con la solità dignità il'allenatore portoghese. Tra queste partite c'è il derby con la Lazio: forse l'ultima occasione per regalare un sorriso ai tifosi della Roma ed uscire di scena.

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