Rifiuti, il Tar boccia il ricorso del Campidoglio

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ROMA La Giunta Raggi ha incassato ieri mattina il no dei giudici amministrativi contro la richiesta di sospendere l'ordinanza della Regione, emessa lo scorso primo aprile, nella quale il governatore del Lazio disponeva la nomina di un commissario se il Comune non avesse individuato entro il 30 aprile i siti sui quali realizzare la discarica e gli impianti Tmb all'interno del territorio capitolino, necessari al trattamento dei rifiuti di Roma.

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da Roma Capitale alla sezione I quater presieduta dal presidente Salvatore Mezzacapo. Lui stesso ha fissato per il prossimo 25 maggio la camera di consiglio in cui discutere il ricorso e quindi decidere sull’eventuale sospensiva dell’atto adottato da Zingaretti.

La decisione di non sospendere «in via monocratica» l'ordinanza regionale è dettata dal fatto che «non si ravvisano nella specie i tratti dell’estrema gravità, urgenza e irreparabilità che l’art. 56 c.p.a. prescrive per il favorevole apprezzamento della richiesta monocratica ivi disciplinata». In sostanza il Campidoglio avrebbe richiesto di sospendere il provvedimento della Regione in via urgente motivandolo con una presunta «irreparabilità della lesione delle proprie potestà amministrative». Una irreparabilità che secondo il Tar «è lungi dall’essersi concretata».

I tempi dell’ordinanza
La bocciatura del Tar, fanno sapere dalla Regione, non implica  provvedimenti immediati. La gestione dei rifiuti di Roma è sotto controllo grazie agli accordi per conferirli in altre regioni e in provincia di Viterbo. Ma si tratta di un equilibrio temporaneo, dato che i contratti  scadranno a breve. Per questo è più che probabile che a ridosso del 25 maggio la Regione adotti provvedimenti, compreso il commissariamento, che sulla carta sarebbe dovuto entrare in vigore già dallo scorso venerdì. Un atto, che nei giorni scorsi il presidente del Lazio Zingaretti ha dichiarato di voler evitare in prima battuta, ricordando però che in assenza di provvedimenti da parte del Campidoglio, avrebbe sollecitato un intervento da parte della Regione. 

Nella stessa giornata l'assessora capitolina all'Ambiente, Katia Ziantoni, evitando di commentare la decisione del Tar ha puntatto il dito contro il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, scrivendo su Facebook: « La Regione, con la sua ordinanza, vorrebbe imporre una discarica dentro Roma sapendo benissimo che non vi sono aree idonee all’interno della città, a meno che non si voglia tornare sugli stessi siti già noti alle cronache».

Secondo l'assessora Ziantoni il piano industriale approvato da Ama «dice sì a un nuovo tmb per il trattamento dell’indifferenziato per il quale Ama ha in corso trattative nella zona industriale di Santa Palomba» e alla «acquisizione di un impianto esistente per il trattamento dei rifiuti indifferenziati. Zingaretti continua a mentire ai romani. Vorrebbe imporre il revamping del tmb di Rocca Cencia, in barba ai cittadini che da anni chiedono la riqualificazione del quadrante dimenticando che il suo assessore, Valeriani, scese a tutela del territorio quando il tmb Salario (gemello di Rocca Cencia) era ancora in esercizio, con una sola differenza: il Municipio III è guidato dal Pd, il VI dal M5s».

PAOLO CHIRIATTI

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