Brunetta: "Smart working con contratti opportuni"

  • PA

ROMA  L’addio all’obbligo di far lavorare da remoto un dipendente pubblico su due «è un ritorno alla normalità dopo il lockdown». Così il ministro della Pa, Renato Brunetta, ai microfoni di Zapping su Radio 1. «Da lunedì prossimo finisce il periodo di emergenza della pubblica amministrazione, ma gli uffici potranno decidere in autonomia se mantenere la quota del 50%, o di più o di meno, in relazione alle esigenze dell’ufficio», ha aggiunto Brunetta. «È un’azione positiva, da leggersi in maniera tranquilla e tranquillizzante: miglioreranno i servizi, gli uffici si autoregoleranno, e faranno tesoro di questa esperienza traumatica, perchè andare tutti a lavorare da remoto non è stato semplice, ma è un’esperienza che», conclude il ministro «rimarrà».

«L'esperienza» dello smart working «è stata straordinariamente positiva, tutti noi abbiamo imparato a fare videoconferenze e lavoro da remoto. Ma bisogna strutturare questa esperienza con contratti di lavoro opportuni. E’ quello che stiamo facendo perchè questo contenuto è all’interno del rinnovo del contratto».  «Non basta dire lavorare da casa, ma bisogna chiarire a quali condizioni salariali di produttività, di controllo, di efficienza. E’ un ulteriore elemento per valorizzare questo lavoro», ha aggiunto Brunetta. 

Il testo delle semplificazioni "è pronto. Lo stiamo perfezionando, in queste ore continueremo con gli accordi bilaterali con i singoli ministeri”. “Annualmente un nucleo, una cabina di regia, non solo controllerà quanto fatto nell’anno precedente, ma servirà a implementare ciò che non ha funzionato, che deve essere reingegnerizzato, digitalizzato, semplificato. Sarà un processo”.