Floyd, agente colpevole Folla in festa a Minneapolis

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L’ex agente Derek Chauvin è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio dell’afroamericano, George Floyd, morto soffocato durante l’arresto a Minneapolis, in Minnesota, il 25 maggio dell’anno scorso. Lo ha deciso la giuria, che si è riunita per due giorni, al termine di un processo che ha monopolizzato l’attenzione dei media, della politica e dell’opinione pubblica statunitense.

Chauvin è stato riconosciuto colpevole di tutti i capi di imputazione, ovvero omicidio preterintenzionale, di secondo grado (ovvero senza averne l’intenzione, ma assumendone il rischio) e omicidio di terzo grado cioè per «indifferenza alla vita umana». 

Il verdetto di colpevolezza è stato accolto da un applauso nell’aula. E da urla di gioia e manifestazioni di allegria (sono stati lanciati dollari in aria) da una folla festosa che si era radunata all’esterno. Si atendeva con grande apprensione il verdetto dei 12 giurati nel timore che potesse scatenare nuovamente le proteste di Black Lives Matter. Invece il verdetto per tutti i capi di accusa ha innescato manifestazioni di esultanza. 

Chauvin  è stato subito riportato ammanettato in carcere. La sentenza ha detto il giudice si avrà non prima di 8 settimane, due mesi. L’ex agente può essere condannato a un massimo di 40 anni, ma se vengono riconosciute le aggravanti in teoria può arrivare a 75.

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