I consigli del libraio itinerante in biciletta

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A Milano c’è un libraio è stato costretto ad abbassare la saracinesca della sua libreria, nonostante la solidarietà di un quartiere intero, e ha deciso di trasferirsi sulle due ruote. La sua è diventata una delle più piccole librerie al mondo: così Luca Ambrogio Santini, 61enne milanese divenuto libraio dopo aver mollato il lavoro in banca fatto per vent’anni, ha continuato a scommettere sulle proprie passioni. Oggi Luca pedala a sud di Milano e si connette online su Facebook e WhatsApp per informare la sua community sui suoi itinerari. Così raccoglie ordini e dà qualche buon consiglio. «Nel tempo della pandemia tutto è diventato più difficile, ma i consigli di un libraio sono ancora più utili. Il tempo per molti giocoforza si è dilatato. Quindi la lettura può aiutare, dare conforto, migliorare la situazione», racconta Luca. La sua impresa in movimento e online si chiama LibriSottoCasa: si tratta di una libreria itinerante nata nel 2015, con la chiusura del negozio fisico per via dei costi troppo elevati di gestione e per la forte concorrenza che arrivava anche dalla rete. Nell’era conversazionale Luca decide di puntare tutto sui consigli di un libraio col carrettino pieno di letture. «In questi due metri quadrati c’è tutto quello che serve. In passato nella libreria fisica avevo circa 12mila titoli, ora nel mio magazzino ne ho poco meno di mille. Ogni giorno faccio ricerca per trovare i titoli più interessanti da suggerire», dice Luca.
Per la libreria fisica aveva scelto l’area ticinese, sui Navigli, quando era stata chiusa l’ultima libreria della zona. In quel momento il quartiere brulicava di stimoli. «Nel tempo in cui andavano di moda i mega store, io decisi di puntare sul micro store, proponendo cd e libri. In poco tempo quello spazio è diventato la libreria del quartiere. Collaboravo con associazioni, scuole e università. Combattevo la battaglia contro i grandi punti vendita proponendo la competenza, il servizio e la gentilezza. Poi la stangata della crisi del 2008-2009. Da lì la mobilitazione del quartiere, che riesce a protrarre l’esistenza della libreria fino alla fine del 2013», precisa Luca, che ha poi scoperto la licenza itinerante, che è diversa da quella dell’ambulante: E l’ha declinata con la grande passione della bicicletta.
La mia libreria non esiste fisicamente: ecco perché Luca ha scelto di stare sui social e online. «Sembra un controsenso: vendo libri cartacei, faccio il porta a porta anche pesante, eppure devo stare attaccato allo smartphone». Da agosto 2020 LibriSottoCasa è entrato in un importante sito che unisce 700 librerie indipendenti d’Italia: si chiama Bookdealer. «La mia attività prima della pandemia era visitare le case degli anziani, con i quali dialogavo e che mi offrivano il “cafferino”. Oggi tutto questo non si può fare e la consegna deve rispettare le misure di protezione. Lascio così il libro sull’uscio di casa. Sotto Natale ho fatto anche 50 consegne al giorno. La gente acquista più libri, li considera un bene da ampliare. All’inizio dell’emergenza non è stato così. Persino noi librai non riuscivamo a dare consigli perché non riuscivamo a leggere, non sapevamo cosa sarebbe successo domani. Ma la pandemia ci ha fatto comprendere l’importanza della lettura, orientarsi così in un periodo buio». 

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti