La contessina Ottavia che cura le ferite

  • Libri/Antonella Boralevi

Una ragazzina che passa dal giocare sui campi da tennis nella sua tenuta in Toscana a ricucire ferite in campo durante la guerra. La contessina Ottavia Valiani ha 14 anni quando si trova catapultata in mezzo al secondo conflitto mondiale, costretta a prendere in mano il suo destino dopo che il padre, podestà e medico, è partito volontario al fronte. Antonella Boralevi, in “Tutto il sole che c’è” (La Nave di Teseo, p. 794, euro 20), ha scritto una saga straordinaria con una domanda leit-motiv di fronte alle scelte della vita: da che parte stare “in quanto donne?”   

Una ragazzina che diventa capofamiglia, un’aristocratica che ha come migliore amica la sua sguattera. Chi è Ottavia?
«Una donna che attraversa la vita nel modo in cui vorrei la attraversassero tutte le donne. Desideravo raccontare come una donna può diventare quello che è veramente e non quello che gli altri vogliono che lei sia».

Studia medicina e sposa un uomo senza esserne innamorata. Non è una rinuncia?
«Ha capito che una donna vale per se stessa e non perché l’uomo che ha accanto. Ma vive nel 1950 e sa che restare zitella la può confinare ai margini. Sposarsi per amore l’avrebbe resa uguale a sua madre, donna intelligente ma succube e tradita».

Il sole che ha dentro causa l’invidia della sorella Verdiana. Le donne sono le peggiori nemiche delle altre donne?
«Ho mostrato la relazione tra due sorelle perché fa vedere all’ennesima potenza la competizione femminile. Non possiamo continuare a dire che tutte le donne tra di loro si amano. Alcune ci possono fare la guerra».

Il segnale più forte di un balzo in avanti per le donne oggi in Italia?  
«Avere una presidente della Repubblica. Se c’è un Presidente che si chiama Lucia o Maria un uomo violento ci pensa due volte prima di accanirsi su una donna».

ANTONELLA FIORI