Una vita da favola all'insegna dell'incubo

  • LIBRI/ANTONELLA LATTANZI

Francesca, sposata con Massimo, due figlie piccole, si trasferisce a Roma in un condominio bellissimo. Ha lasciato il lavoro per scrivere un libro e pregusta una vita da fiaba. All’inizio tutto brilla nel suo appartamento pieno di luce ma presto dalla favola si passa all’horror. Avviene un delitto e Francesca inizia avere incubi spaventosi, dubitando della sua maternità. L’ultimo romanzo di Antonella Lattanzi “Questo giorno che incombe” (Harper Collins, p. 468, euro 19.50) ti lascia senza fiato. Davvero una madre può provare sentimenti tanto ambivalenti nei confronti di un figlio?

Antonella Lattanzi, perché ci ha messo tanto a raccontare questa storia?  
«Perché è stato il vero trauma della mia infanzia e ci voleva la distanza giusta per affrontarlo».

Lei aveva 18 anni quando suo padre le disse che molti anni prima nel condominio dove abitavate una bambina era scomparsa in modo misterioso e poi venne trovata morta.
«Anche se il colpevole fu trovato, quel posto si era trasformato da paradiso in un inferno. Sono cresciuta sentendo la minaccia del male, col timore di non allontanarmi mai troppo e la sensazione di essere controllata».

Che cos’è la maternità?
«Una mia amica mi ha detto: è come la fase iniziale dell’innamoramento che però non finisce mai. Però è innegabile che ci sono tanti momenti oscuri, ossessioni che investono quel corpo che è sempre appiccicato al tuo».

Il condominio non aiuta Francesca. I vicini la controllano, la spiano. Perché?
«Nessuno aiuta veramente oggi una madre.  Nel condominio la guardano con sospetto perché lei non corrisponde allo stereotipo della brava madre.

ANTONELLA FIORI