"Superbonus, snellire la norma per usufruirne”

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Timidi segnali di ripresa dell’edilizia in Italia anche se  la burocrazia sta frenando l’efficacia del Superbonus. Secondo Confartigianato il 52% delle imprese segnala ritardi nell’inizio delle attività a causa di problemi burocratici e il 42,5% lamenta le mancate risposte di uffici comunali e pubbliche amministrazioni. A distanza di 7 mesi dalla sua effettiva entrata in vigore e a poco più di un anno dalla scadenza (che sembra poter essere prorogata fino al 2023) di mpalcature intorno a palazzi e condomini  non sembrano essercene poi così tante. In attesa di capire se le linee di indirizzo del Recovery Plan, approvate da Camera e Senato (Proroga del Superbonus 110% al 2023 e Bonus ristrutturazioni con aliquota unica al 75%) verranno confermate nella versione definitiva del PNRR da trasmettere all’Unione Europea entro il 30 aprile, cerchiamo di capire  cos’è che frena davvero l’efficacia del superbonus. Lo abbiamo chiesto a Daniela Grimaldi, vicepresidente nazionale di AP, Amministratori Professionisti. "La norma che regola il Superbonus 110% è complessa ed articolata. Il Governo ha posto delle regole precise per potere usufruire del beneficio fiscale. Fra queste,  le difformità urbanistiche non sanabili che purtroppo sono diffuse in quasi tutti gli stabili in Condominio". 

Quanti condomini stanno cercando di usufruirne?
Tutti vorrebbero usufruire di questa grande opportunità, ma non tutti potranno beneficiarne vista la complessità della norma. Occorrerebbe renderla più fluida ed accessibile.

 Riscontrate scetticismo da parte dei condomini? 
La disinformazione e la poca chiarezza diffusacontribuiscono ad alimentare i timori  nel volere affrontare i lavori.
  
Una delle condizioni per usufruire del bonus è la legittimità dell’immobile su cui si intende intervenire. Ottenere i documenti è così difficile? 
Occorrono dai tre ai quattro mesi per ottenere la documentazione richiesta.

Quali sono i rischi derivanti dalla presenza di illeciti urbanistici?
In presenza di difformità urbanistiche non sanabili o che non si possono riportare allo stato originario, il tecnico non può asseverare lo stato di fattibilità urbanistica. Se lo facesse, assevererebbe il falso facendo decadere il diritto al beneficio fiscale. In questa situazione, il committente sarebbe chiamato a restituire il bonus ottenuto.   

Un consiglio per chi è ancora incerto?
Il consiglio che mi sento di dare a tutti, è quello di affidarsi a professionisti che conoscono a fondo la normativa per non perdere questa grande opportunità che consente, a costo zero, se ben attuata, di efficientare il proprio patrimonio edilizio, rivalutandone del circa il 30% il valore economico.
E una richiesta al governo? 
Semplificare la normativa sia dal punto di vista tecnico che amministrativo. 

S.B.