Alitalia appesa a un filo Ora è corsa contro il tempo

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Il futuro di Alitalia, in amministrazione straordinaria ormai dal 2017 e la cui cassa si è esaurita al punto che gli stipendi di marzo sono stati pagati dimezzati, è appeso a un filo. I sindacati sono sul piede di guerra, annunciano una manifestazione per il 14 aprile, e chiedono anche al governo di intervenire con la Ue. Ma su quel fronte è stallo totale. La data di un confronto tra i ministri italiani e la commissaria per la Concorrenza Margrethe Vestager non è stata ancora fissata e al momento non è in agenda: il problema è come ottenere il via libera al progetto di rilancio senza incappare nelle sanzioni per gli aiuti di Stato. Per l'esecutivo italiano, la nuova società dovrebbe avere un ruolo importante, da protagonista, nel panorama italiano del trasporto aereo, mentre la posizione di Bruxelles in questo senso è più rigida. L'obiettivo del Governo infatti è la creazione di un vettore solido (una newco, Ita, che dovrebbe ereditare asset e personale di Alitalia)  sostenibile e indipendente che possa iniziare ad operare al più presto nel segno della discontinuità. Nel frattempo continua la trattativa con Bruxelles per avere il via libera alla cessione alla Newco, Ita, del ramo aviation. 

Per la Commissione, ci sono diversi nodi da sciogliere tra cui il numero degli slot Alitalia a Linate che per i tecnici della Vestager andrebbero ridotti e anche lo stesso brand che vorrebbero nuovo. Il Governo punta invece a mantenere quello storico, e vorrebbe scongiurare un ridimensionamento della compagnia vista anche la fortissima concorrenza pronta a ripartire dopo il Covid-19 con nuovi investimenti negli scali italiani (è il caso di Ryanair a Treviso, e non solo).    Insomma, la differenza di vedute sull'impianto della nuova società rende sempre più nebuloso il futuro degli 11 mila dipendenti di Alitalia che sono ora col fiato sospeso per capire le ipotesi di esuberi sul tavolo e le dimensioni del piano industriale. I rappresentanti dei lavoratori lo vorrebbero più robusto, che preveda almeno 75 aerei per l’estate 2021, almeno 105 nel 2022 e la salvaguardia di tutti i lavoratori.

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