Il cibo emiliano conquista il mondo

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Il viaggio di nozze negli Stati Uniti è diventato l’occasione per ripensare il proprio lavoro e in fondo la vita. Così Andrea e Rossella, una coppia innamorata della buona tavola e della forza di Internet, ha messo in piedi un business innovativo e di qualità, portando sulle tavole di migliaia di utenti e consumatori prodotti d’eccellenza della terra emiliana.
Il progetto si chiama Emilia Food Love, navigabile sull’omonimo sito web e sulla pagina di Amazon. «Sono fortunato perché sono riuscito a coniugare la tecnologia con la passione del buon cibo. In Emilia abbiamo un patrimonio gastronomico sconfinato e lo abbiamo messo online», afferma Andrea Magnone, trentacinquenne nato a Mantea, in Calabria, e da diciotto anni residente in Emilia. Siamo a Quattro Castella, tredicimila anime nella provincia di Reggio Emilia. Insieme a Rossella ha iniziato a visitare quei piccoli produttori locali. «Siamo partiti nel 2017 con una piccola selezione di prodotti mono brand e quindi a nostro marchio come eccellenze della cultura culinaria emiliana. Da sempre il nostro sogno era arrivare negli Stati Uniti e ce l’abbiamo fatta: oggi riusciamo a fare e-commerce verso gli States», precisa Andrea. A scaffale si trovano più categorie di prodotti e per ogni prodotto più tipologie: c’è il Parmigiano Reggiano stagionato fino a sei anni, una vera eccellenza. Poi la pasta fresca ripiena con ben otto referenze e il crudo di Parma addirittura con quindici referenze. Ci sono anche tutti i prodotti balsamici tradizionali di Reggio e Modena, i prodotti di miele e zafferano, le marmellate e le confetture, l’olio dop e settanta altre referenze per una selezione di prodotti. «Siamo cresciuti tantissimo nel 2020 e abbiamo lavorato nel 75% dei casi con l’estero. Vendiamo negli Stati Uniti, sui mercati europei e qualcosa in Australia. All’estero i prodotti balsamici e la salumeria italiana, ma anche il parmigiano sono apprezzatissimi», dice Andrea. La squadra conta due collaboratori e diversi professionisti legati alla narrazione dei prodotti e all’organizzazione della merce. «La strategia è di puntare su poche eccellenze selezionate. Nel piccolo abbiamo creato un indotto, una filiera che lavora in rete e con la rete».
Giampaolo Colletti
@gpcolletti

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