Ologrammi 3D, possibile crearli in tempo reale con AI

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Trovato un metodo innovativo per realizzare ologrammi tridimensionali in modo fotorealistico che permette la creazione di immagini praticamente istantanea. Pubblicato sulla rivista Nature, questo risultato, chiamato  olografia tensoriale, è stato raggiunto dagli scienziati del Massachussetts Institute of Technology (MIT), che hanno elaborato una metodologia quasi istantanea di realizzazione di ologrammi fotorealistici.

“Negli ultimi anni – afferma Liang Shi del MIT– i visori per la realtà virtuale  sono stati molto in voga, perché permettono esperienze davvero immersive, ma gli schermi non sono stati ancora superati, in parte per via della sensazione di affaticamento che le attuali tecnologie immersive possono provocare”.

Il team ha sviluppato un modo per produrre ologrammi praticamente istantaneamente. Il gruppo di ricerca ha progettato una rete neurale convoluzionale che elabora le tecniche utilizzando una catena di tensori addestrabili per imitare il modo in cui il cervello elabora le informazioni visive. “Gli ologrammi – aggiunge l’esperto – offrono una rappresentazione unica del mondo tridimensionale, spostando la prospettiva in base alla posizione dello sguardo, il che permette all’occhio umano di regolare le profondità focali”.

Gli ologrammi generati dalla tecnologia richiedono simulazioni fisiche eseguite da un supercomputer e non portano a risultati fotorealistici. “Si pensava che fosse impossibile eseguire calcoli olografici 3D in tempo reale – osserva il ricercatore – ma questo metodo dimostra il contrario".

L’olografia tensoriale potrebbe essere applicata in diversi ambiti che variano dalla stampa 3D alla realtà virtuale. “La fotografia tipica codifica la luminosità di ogni onda luminosa – spiega il ricercatore – una foto, in effetti, rappresenta una chiara riproduzione del colore della scena in un'immagine piatta. Gli ologrammi, invece, codificano la fase di ogni onda luminosa e la luminosità, questa combinazione offre una rappresentazione più fedele della parallasse e della profondità della scena”. Durante le prime concezioni degli ologrammi a metà del 1900, questi dispositivi venivano registrati otticamente e necessitavano di un raggio laser in grado di illuminare il soggetto. “I moderni ologrammi – sottolinea l’autore – eludono le sfide precedenti simulando la configurazione ottica. Utilizzando il deep learning e l’Intelligenza artificiale il computer è in grado di generare ologrammi in tempo reale”. “La rete neurale sviluppata – conclude Shi – richiede un set di dati di alta qualità, per questo abbiamo creato un database con quattromila coppie di immagini generate al computer”

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