Da Avati a Calopresti per far rinascere Cinecittà

  • Cinema

ROMA Pupi Avati, Gianni Amelio, Paolo Taviani, Giovanna Gagliardo, Giuseppe Gaudino, Mimmo Calopresti, Dante Ferretti, Enzo De Camillis e Massimiliano Smeriglio. Sono soltanto alcuni dei personaggi che sabato alle 11 parteciperanno ad un “live streaming” sulla piattaforma Anackinoa intitolato Sostenere la rinascita di Cinecittà e organizzato dall'Anac, l'Associazione nazionale Autori Cinematografici. Obiettivo: riflettere sul presente e sul futuro dell'istituzione del cinema italiano.

Fra gli altri partecipanti, Nicola Borrelli del Mic, Francesco Ranieri Martinotti (Anac), Francesco Rutelli (Anica), Gian Luca Curti (Cna), Marina Marzotto (Agici), Sabina Di Marco (Slc-Cgil), Luciano Sovena (Roma Lazio Film Commission) e Giorgio Gosetti (Casa del Cinema).

Gli organizzatori richiamano quanto contenuto nel Pnrr, in cui si parla di «investire nello sviluppo dell'industria cinematografica attraverso il potenziamento degli studi cinematografici di Cinecittà per migliorare il livello qualitativo e quantitativo dell'offerta produttiva», ma si chiedono “Come dovrà operare la nuova società per trasformare gli stabilimenti della Capitale nei primi e più competitivi d'Europa? Per le battaglie condotte in questi anni dagli autori, si ascolterà anche la loro voce? Tornerà Cinecittà ad essere il centro non solo della produzione, ma anche della creatività, dei mestieri e della formazione alle professioni? Il cinema italiano, da quello mainstream a quello indipendente, troverà risposta alle sue diverse esigenze?”.

Nel 2014, con l'appello Salvate Cinecittà, l'Anac chiedeva alle istituzioni che “Cinecittà e Istituto Luce tornassero a essere punto di riferimento produttivo del cinema mondiale e fossero restituiti a quel ruolo pubblico di volano per il rinnovamento e il rilancio del cinema italiano”.

Tra i firmatari di quell'appello, figuravano Giuseppe Tornatore, Gianni Amelio, Marco Bellocchio, Citto Maselli, Bernardo Bertolucci, Ettore Scola, nonché maestri del cinema internazionale come Ken Loach, Michel Hazanavicius, Bertrand Tavernier e Costantinos Costa Gavras.

L'appello arrivava dopo «anni di battaglie condotte dall'Anac insieme ai sindacati per evitare che sui terreni degli stabilimenti di via Tuscolana si realizzassero i progetti edilizi speculativi gestiti da una cordata di imprenditori che poco avevano a che fare con il cinema. Fu impedita così la costruzione di una multisala e di un centro commerciale, prima, e di un albergo con la palestra e il centro benessere, successivamente».

E nel 2017, Cinecittà è tornata in mano pubblica, mentre con l'ultima Legge di Bilancio è stata approvata la trasformazione in società per azioni dell'Istituto Luce Cinecittà, a cui fanno capo gli studios.

METRO

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